Olive e Iphone, i ‘nuovi’ furti

La Redazione

2 minorenni avevano rubato lo smartphone a un coetaneo. A San Pio un incensurato colto a rubare dagli alberi di ulivo

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Sorpreso dal proprietario di un fondo rustico mentre rubava olive è stato arrestato. Si tratta di un incensurato 36enne del quartiere San Pio, arrestato dai Carabinieri della Stazione di Bari  Santo Spirito, con l’accusa di furto aggravato.
Su segnalazione pervenuta al “112”, gli operanti si sono recati in contrada “Feudo” ove hanno trovato il proprietario di un fondo agricolo che ha riferito di aver sorpreso, poco prima, alcuni individui mentre stavano rubando delle olive. L’indicazione della vittima ha consentito ai Carabinieri di bloccare il 36enne, atteso che gli altri riuscivano a dileguarsi anzitempo.
Sul posto, gli operanti hanno rinvenuto secchi vuoti, bastoni in legno, tubi in ferro, una sega, nonchè 14 teli stesi sotto gli alberi, tre tini, tre sacchi di juta e due cassette in plastica, tutti colmi di frutti appena raccolti, per circa 700 kg.
Tratto in arresto, l’uomo su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato condotto in Tribunale, ove, convalidato l’arresto, è stato rimesso in libertà poiché incensurato.
La refurtiva, invece, è stata restituita all’avente diritto.

I Carabinieri della Stazione di Bari Scalo hanno arrestato, in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale dei Minorenni di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, un 15enne e un 14enne del quartiere San Paolo, con le accuse di rapina e porto di coltello.
I fatti risalgono al pomeriggio dello scorso 11 marzo quando un 12enne barese, mentre percorreva a piedi via Prospero Petroni in compagnia di alcuni amichetti, venne raggiunto e bloccato dai due. Questi ultimi, minacciandolo con un coltello multiuso, gli intimarono di seguirlo in una zona appartata per poi farsi consegnare l’Iphone e 20 euro. Le indagini eseguite dai Carabinieri hanno consentito di identificare i giovani sul cui conto l’A.G. ha emesso il provvedimento cautelare. Il 14enne ed il 15enne sono stati rispettivamente associati presso una comunità di Molfetta ed una del capoluogo pugliese.

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