Palese, quell’insopportabile rumore dall’aeroporto

La società Regionale inadempiente per le misure previste dal DM 31 Ottobre 1997
Dopo 16anni, probabilmente, parecchi aeroporti sono ancora all’anno zero riguardo agli adempimenti fissati dal Decreto 31 Ottobre 1997 .
Il decreto del ministro dell’ambiente di concerto con il ministro dei trasporti e della navigazione stabilisce la metodologia delle misure di monitoraggio e controllo e mitigazione e risanamento delle emissioni sonore prodotte dagli aerei in prossimità del sedime aeroportuale ed al suo interno.
In pratica il decreto disciplina i criteri di misura del rumore emesso dagli aeromobili nelle attività aeroportuali, le procedure per l’adozione di misure di riduzione del rumore aeroportuale, i criteri di individuazione delle zone di rispetto per le aree e le attività aeroportuali
Quanti sono gli scali aerei Italiani che hanno completato l’iter di tutela, di misure, di opere ed interventi di mitigazione dall’impatto acustico aeroportuale? Pochi sicuramente e nessuno scalo aereo, qualora avesse avviato o realizzato qualcosa del pacchetto degli interventi di tutela per i cittadini residenti nell’intorno dello scalo, non lo ha completato. I voli aumentano e in parallelo il rischio di una estensione delle superfici sonore impattate, dell’incremento degli indici di rumore e, ovviamente, dei cittadini interessati, continuano a crescere.
L’Aeroporto di Palese sotto questo aspetto risulta inadempiente e non ci risulta che i responsabili abbiano soddisfatto gli obblighi del Decreto Ministeriale né tantomeno redatto e completato la zonizzazione acustica ; in questa latitanza Aeroporti di Puglia è in perfetta sintonia con il Comune di Bari riguardo alla zonizzazione acustica della Città. Non ci risulta o non è mai stata resa pubblica la composizione della commissione aeroportuale incaricata di redigere quanto sopracitato, in pratica stando ai dati in nostro possesso, in questo campo siamo all’anno zero.
La società Aeroporti di Puglia di Palese, di proprietà regionale, come tanti altri aeroporti Italiani non ha report periodici, non ha servizio lamentele, non ha aggiornamenti biennali, sul sito di Aeroporti di Puglia si trova qualche dato rilevato a cura di una ditta privata ma mai ufficializzati ne tantomeno santificati dall’ARPA Puglia , chi non è internauta non conosce nemmeno questi scarni dati. Dopo 16 anni dall’emanazione del decreto 31/10/97, Aeroporti di Puglia non ha mai proceduto alla mappatura acustica e successiva zonizzazione acustica.
Questi adempimenti, ripetiamo, sono basilari ed ecco un elenco semplice delle cose da fare ai fini del contenimento dell’impatto acustico e dell’ineliminabile progressiva riduzione che riguardano: infrastrutture aeroportuali; barriere antirumore; procedure antirumore; monitoraggio del rumore aeroportuale; pianificazione degli insediamenti; comunicazione ambientale, insonorizzazione e climatizzazione case private vicine all’Aeroporto. Ma non basta, le opere di ampliamento e potenziamento devono essere finalizzati non solo ad aumentarne le capacità operative come l’ aumento del traffico, ma anche a contenere e ridurre l’impatto ambientale sugli insediamenti.
Ed il caso dell’Aeroporto di Palese è emblematico sotto questo aspetto. Infatti, da qualche anno, si sta procedendo ad un ennesimo ampliamento senza aver soddisfatto gli obblighi del decreto ministeriale 31 Ottobre 1997né tantomeno ci risulta che la società Aeroporti di Puglia abbia adempiuto ad alcune prescrizioni in tema di misurazione di rumore del Ministero dell’Ambiente per precedenti opere di ampliamento aeroportuale . Infine sarebbe interessante conoscere le ragioni per cui la Regione Puglia non ha, come la Regione Lazio, istituito la tassa sul rumore aereo l’IRESA peraltro concordata in sede di conferenza delle regioni dell’anno scorso. Questa tassa è il tributo di scopo che ogni compagnia aerea deve pagare in base alle emissioni sonore dei velivoli ed è destinata prioritariamente al completamento dei sistemi di monitoraggio acustico, al disinquinamento e all’eventuale indennizzo alle popolazioni residenti nelle vicinanze degli aeroporti. Ma di questo ed altri fatti correlati ne parleremo diffusamente prossimamente.
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