Amgas: il referendum per decidere di (non) vendere

Al Comune pare abbiano deciso, con una semplice delibera di Giunta, di autorizzare la vendita ad operatori privati
Se è vero, com’è vero, che i veri azionisti delle società partecipate dal Comune di Bari sono i cittadini baresi, a loro bisogna rivolgersi prima di decidere la vendita di una qualsiasi di queste società.
Invece pare che al Comune di Bari abbiano deciso, con una semplice delibera di Giunta, di autorizzare la vendita ad operatori privati dell’AMGAS S.r.l., ossia di quella società che non solo fornisce energia ad oltre 100 mila utenti, fra famiglie ed imprese, ma riesce a presentare bilanci di tutto rispetto finanche in un periodo di grave crisi economica come quello attuale.
Fatturato in crescita di oltre il 12% rispetto all’anno precedente (da 54 milioni di euro a 60,6); Margine operativo quasi raddoppiato (da 4,4 milioni di euro ad 8,2); Liquidità addirittura sovrabbondante tanto da fruttare oltre 300 mila euro di interessi attivi; Utili ante imposte raddoppiati (da 4,5 milioni di euro a quasi 8,9); Utili netti passati da meno di 2 milioni di euro ad oltre 5. Tanto per citare i dati, fra i più significativi, del bilancio chiuso al 31 dicembre 2012.
Sono dati che da soli giustificherebbero, almeno per un’amministrazione di centro sinistra, la ferma volontà di difendere con le unghie e con i denti una simile fonte di risorse utilizzabili per sostenere i servizi comunali che mai come in questo periodo sono in grave sofferenza finanziaria.
Ma v’è di più. Un’azienda pubblica che eroga energia è da considerare alla stessa stregua di un’azienda pubblica che eroga il servizio idrico, con una sua missione peculiare: da un lato quella di indurre all’uso consapevole delle fonti energetiche e dall’altro quello di fornire energia sufficiente a tutti i cittadini prescindendo dalla loro capacità di sostenere il relativo costo.
Un’amministrazione di centro sinistra non dovrebbe neppure ipotizzare la vendita di una simile azienda. Di sicuro non può farlo senza coinvolgere il Consiglio comunale ove – evidentemente va rammentato – siedono i rappresentanti, regolarmente eletti, dalla cittadinanza barese.
Anzi, trattasi di questione talmente importante per l’intera comunità da richiedere il parere espresso di tutti i suoi componenti, i cittadini di Bari.
Lo strumento c’è e lo prevede lo Statuto del Comune di Bari: referendum consultivo.
Chi è davvero di sinistra non potrà che esprimere con forza contrarietà alla dismissione dell’AMGAS S.r.l..
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