22 anni fa l’approdo della Vlora

Arrivava a Bari la nave destinata a segnare nella storia l'evento ricordato come il più grande sbarco di clandestini mai giunto in Italia
Arrivava 22 anni fa nel Porto di Bari la nave destinata a segnare nella storia l’evento ricordato come il più grande sbarco di clandestini mai giunto in Italia.
La Vlora approdava a Bari l’8 Agosto 1991 con il suo carico di vite umane, speranze, disperazione e desiderio collettivo di scappare dalla dittatura comunista, dalla crisi economica, dalla fame, dalle esecuzioni politiche dei dissidenti. Circa 25mila i migranti albanesi a bordo, partiti da Durazzo per raggiungere la ‘terra promessa’.
Il comandante Halim Milagi, ora agente marittimo, ha raccontato di non aver mai conosciuto il numero esatto dei passeggeri, tuttora ignoto poichè molti furono coloro che, come egli stesso ricorda, si lanciarono dalla prua della nave in avaria e trovarono la morte nell’Adriatico. Alcuni, poi, furono rimpatriati, mentre gli altri trovarono una sistemazione provvisoria nello stesso Porto o allo Stadio della Vittoria, dove fu allestito un campo di primo soccorso. Nei giorni successivi anche scuole e parrocchie furono convertite in centri di accoglienza.
Milagi ha raccontato di aver ottenuto il diniego ad approdare nel Porto di Brindisi. Si diresse, allora, nonostante le già precarie condizioni dei passeggeri, tra i quali anche anziani e neonati, verso Bari. Anche quì il porto fu negato ma egli forzò il blocco portuale comunicando di avere feriti gravi a bordo.
L’allora Sindaco Dalfino si recò personalmente a portare il saluto istituzionale ai migranti e anche Don Tonino Bello, il 10 Agosto di quell’anno, arrivò a Bari per conoscere le condizioni dei viaggiatori (definite poi ‘vergognose’).
L’approdo della Vlora è stato uno degli accadimenti storici più significativi della storia recente della Citta e ha cambiato, certo, non solo l’assetto socio-economico del territorio ma anche la percezione dello straniero a Bari. Accanto alla molta gente onesta che inseguiva un sogno di libertà, su quella nave, infatti, c’erano anche gruppi di criminali che generarono non pochi disordini. Bari si mostrò una Città ospitale seppur non pronta a gestire una situazione di portata inimagginabile. Molti, infatti, i clandestini che riuscirono a scappare dai punti di raccolta e a disperdersi per la Città.
Si tratta di un fatto storico narrato anche in alcuni cortometraggi e film, ultimo dei quali il cine-documentario di Vicari dal titolo ‘La Nave Dolce’, uscito l’anno scorso.
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