Eataly, la polemica non si placa

la redazione

" O Eataly non ha completato correttamente le trafile burocratiche oppure occorre capire chi sta rendendo queste evento sempre meno probabile"

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A poche ore dall’ apertura di Eataly in Fiera, non si placa la polemica sui non pochi dubbi che la vcenda porta con se. 

L’iter è regolare? Le autorizzazioni ci sono? Se il Presidente Eataly ha confermato la piena regolarità, d’altro canto al Comune i carteggi relativi al nuovo megastore non si trovano.

“E’ una storia tutta in salsa barese-pugliese quella cui stiamo assistendo- commenta il Sen. PdL Massimo Cassano- sbigottiti in questi giorni e che riguarda l’apertura di Eataly nel quartiere della Fiera del Levante di Bari. E’ la storia esempio (negativo) di come una burocrazia cieca e insensibile accanto ad una politica in tutt’altro impegnata, respingano chi decide pur in tempi di grave recessione economica di investire a queste latitudini creando decine di nuovi posti di lavoro. Ancora una volta ecco che alla vigilia dell’inaugurazione – nel caso si tratta del tempio della gastronomia che fa capo all’imprenditore Farinetti – spunta dal nulla il solito problema di “carte” da mettere a posto che rischia addirittura di fare slittare il varo dell’iniziativa.

Insomma siamo alle solite nella regione, nella città, nel paese di “bollo tondo”, dove , mentre il governo nazionale è impegnato a rendere “umani” tempi e modi di una macchina burocratica assurda e in parte colpevole dello stato in cui si trova l’economia nazionale, in generale, e locale pugliese in particolare, si annulla tutto per “vizi formali” rischiando di dare il definitivo benservito ad un imprenditore che non ha problemi a rivolgersi ad altre realtà.

A questo punto delle due l’una: o Eataly non ha completato correttamente le trafile burocratiche, nel qual caso si intervenga immediatamente e senza ulteriori perdite di tempo affinchè possa essere regolarizzata la posizione del colosso enogastronomico, oppure si approfondisca la questione per comprendere chi, tra privato e pubblici burocrati, sta rendendo queste evento sempre meno
probabile. Invece siamo costretti ad assistere ad uno scambio epistolare Comune- Regione-Comune, a stretto di modernissimo giro di posta, nel silenzio assoluto dei politici locali che, in linea teorica, dovrebbero avere a cuore tanto il rispetto della legge quanto la possibilità di nuovi investimenti e nuova occupazione nella terra dove povertà e disoccupazione sono ormai a livelli da record europeo”

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