Torna ‘Area’, ieri la presentazione ufficiale a Bari

Laura Bienna

Emiliano e Rampelli a confronto sui temi 'caldi' della nostra epoca

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Si chiama ‘Area’ ma non è solo una rivista di ‘area’. E’ il mensile storico di centrodestra che torna in forma ‘riveduta e corretta’. Una sorta di ‘laboratorio smart’, che tratta di società, ambiente, cultura, e lo fa non arroccandosi su posizioni preconfezionate, ma aprendosi alle contaminazioni e ospitando anche chi ha orientamenti e sensibilità diversi, come è stato con Touadi, Cacciari,Giachetti, Borgna, per citarne alcuni.

La presentazione a Bari è avvenuta ieri nella suggestiva location del Fortino Sant’Antonio. Presenti l’on. Fabio Rampelli (FdI), direttore Responsabile del mensile, e il Sindaco di Bari Michele Emiliano (PD). A coordinare i lavori, i Consiglieri Comunali Filippo Melchiorre e Marcello Gemmato, quest’ultimo anche nella veste di Presidente dell’Associazione culturale ‘Levante‘ che ha promosso l’evento.

Quello che ne è scaturito è stato un dibattito avvincente sui temi più ‘caldi’ della nostra epoca: dallo jus soli, all’aborto, dall’eutanasia al finanziamento ai partiti, passando per il fiscal compact, per l’egemonia della banche, per il ruolo dei giovani, che difficilmente riescono a trovare una loro ‘collocazione’ nel Paese con l’età media della classe dirigente più alta d’Europa.

E, naturalmente, tanta politica. I due esponenti a confronto hanno risposto alle domande poste dai giornalisti sul senso della politica oggi, sui possibili scenari che si intravedono all’orizzonte, sulle speranze che si possono ancora dare ai cittadini, prima che elettori, sempre più disillusi.

E se sia Emiliano che Rampelli si sono trovati d’accordo sulla imprescindibilità del legame cultura e politica, senza il quale quest’ultima risulterebbe solo una koinè di disperazione ed esclusione e finirebbe per essere vittima di se stessa e della sua povertà intellettuale, non lontane sono state anche le posizioni dei due esponenti riguardo il ruolo dei rispettivi partiti.

“ Il PD deve fare uno sforzo e aprirsi al confronto delle idee se non vuole andare incontro alla scissione interna. Deve imparare a promuovere la società che cambia e non se stesso”, ha detto il Primo Cittadino Emiliano, che non ha mai nascosto la sua predilezione per il giovane rottamatore Renzi, rispetto a certi ‘dinosauri’ di partito, portatori di schemi culturali arretrati e ancora troppo legati ad etichette e ruoli imposti.

“I valori della destra devono tornare al servizio della gente e la politica deve scendere ‘dalle stelle alle stalle’ e tornare a interessarsi dei problemi reali di questo Paese– le parole, invece, dell’On. Rampelli che ha continuato- noi siamo usciti dal PdL proprio perché riteniamo che il tempo delle oligarchie sia finito, e che sia arrivata l’era della sfida alla partecipazione”.

Per entrambi, dunque, ad allontanare i cittadini dalla politica è stato il legittimo risentimento causato dalla spartizione delle cariche all’interno delle stanze di palazzo. Così come entrambi non hanno vacillato neanche un po’ a definire quantomeno ‘innaturale’ il matrimonio PD- PdL: “E’ una contraddizione in termini pensare che l’Italia possa essere salvata dai due partiti che, a loro modo, hanno entrambi perso le elezioni”.

Insomma, quella di ieri è stata una serata dedicata a un modo di confrontarsi sano e innovativo, che ha mostrato come la politica possa essere capace di parlare anche ai non addetti ai lavori e di stimolare fermento intellettuale.

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