In Fiera apre Eataly, ma in Comune non lo sanno

la redazione

Chi ha rilasciato le autorizzazioni?

0 2 commenti

L’apertura a Bari dal 31 luglio di “Eataly” – 8.000 metri quadrati di superficie, 2 piani della Fiera del Levante, 15 ristoranti, 15 reparti di vendita e 2 aule didattiche- è senz’altro un fatto importante ma ancora non è chiaro chi abbia autorizzato il cambio di destinazione d’uso dell’ala della Fiera e chi al Comune ha rilasciato le autorizzazioni sanitarie e commerciali per la nuova attività. O, addirittura, se tali autorizzazioni sono state richieste.

Il megastore, creazione di Oscar Farinetti, si accinge ad aprire ma con numerosi punti oscuri. Fabrizio Lombardo Pijola, Presidente di Eataly Puglia, assicura che l’iter è stato seguito pedissequamente e che ci sono tutte le autorizzazioni prescritte dalla Legge. Da Palazzo di Città l’Assessore De Franchi, invece, parla di ‘nessuna istanza ricevuta’.

Senza contare un ulteriore dubbio: se l’attività rientra nella fattispecie della mostra mercato ( e, quindi, per antonomasia, è temporanea, perché il contratto sottoscritto con l’Ente Fiera ha durata trentennale?

“Chi ha deciso che la Fiera per i il prossimo secolo sarà destinata a restare dov’è in contrasto con  il pensiero prevalente di amministratori(a tutti i livelli) ed urbanisti di spostare la Fiera nelle vicinanze dell’Aeroporto, come avvenuto per tutte le Fiere del mondo, degno di questo nome?– chiede Mimmo Magistro, Presidente de “I Socialdemocratici” –  Non sarebbe male- continua- conoscere l’elenco degli enti che alloggiano ormai permanentemente in Fiera, ormai destinata a diventare una specie di casa “del Gesù”, nel silenzio degli enti fondatori , spero non con la loro connivenza. Ovviamente, qualcuno avrà messo in conto la chiusura di buona parte della ristorazione barese con camerieri che  non potranno trovare occupazione ad Eataly.”

“La dichiarazione resa dal Sindaco di Bari non è da lui– dice ancora- O Emiliano sta invecchiando oppure questa storia di Eataly deve imbarazzarlo parecchio se delega alle strutture burocratiche il compito di rispondere. E le risposte paiono univoche, dal Comune alla Regione: non esiste uno straccio di autorizzazione ma tanti atti che in tempi normali avrebbero fatto rizzare i capelli e magari interessato almeno la Corte dei Conti, per il possibile danno erariale.
La storia, lunga da raccontare, invoglia parecchio perché quando cerchi di dare una giustificazione sensata a un atto,  pizzichi altre incongruenze.
Insomma, parrebbe che tutto venga fuori da questo bando che la Fiera pubblica per cercare  incubatori.
Eataly è una cosa complessa chiamata “mostra mercato” – se abbiamo compreso bene- per garantirgli scorciatoie ed evitargli le lungaggini burocratiche   delle leggi regionali e comunali su Fiere e Commercio.

Se le notizie in possesso sono veritiere (sul sito della Fiera non siamo riusciti a trovarne traccia) c’è un contratto di 30 anni senza alcun vincolo per Eataly nel senso che se la Fiera volesse traslocare o volesse recuperare le  superfici(8.000 mq) dovrebbe pagare risarcimenti miliardari. Comunque sia, il canone previsto è di 200 euro a mq. all’anno, una bazzecola perchè quello di mercato è 10 volte tanto e quello OMI utilizzato dal Demanio per le pertinenze pubbliche , ancora più alto. Il che significa che la Fiera, oberata di debiti , in 30 anni, farebbe un regalo di 45 milioni ad Eataly.  Tanto per capirci Eataly pagherebbe quanto il Lido di S. Francesco o il Trampolino e poco più della Grotta Regina (200 mq.), quest’ultima costretta a chiudere insieme a una decina di altri storici ristoranti proprio per l’esosità del canone dello Stato.
Ma – sostiene il Presidente di Eataly- c’è un grosso impegno finanziario per i lavori di ristrutturazione. Guarda caso, la Fiera da poco ha fatto lavori di restauro e consolidamento all’ingresso monumentale(accesso per Eataly) per 1.074.000 euro. C’è di più e la considerazione me la faceva stamani  un commerciante secondo cui anche la grande e media distribuzione per allestire a proprio piacimento una struttura fa lavori di adeguamento a parte garantire i parcheggi o una forte penale al Comune. Lo stesso commerciante lamentava l’autolesionismo del loro rappresentante nel consiglio della Fiera che ha dimenticato i danni per la concorrenza sleale che scaturirà anche ai propri associati.
Due parole di conforto si attendono dalla Soprintendenza tanto severa con i ristorantini della città vecchia: hanno dato o no il loro nulla osta?

Il Sindaco, probabilmente starà recuperando dal cambio di fuso orario, ma assessori e burocrati non sono ancora in ferie. Mi tremano le gambe a pensare che a gestire l’iniziativa ci sia un professionista – non so se chiamarlo imprenditore – che da qualche settimana ha messo sulla strada 30/40 professionisti guarda caso di quel mondo dell’informazione che – tranne qualche eccezione- guarda con distacco a questa vicenda. Alcuni sulla rete mi rimproverano di battermi contro una iniziativa lodevole, come appare dal martellante marketing.
Ma il rispetto delle leggi non viene prima di ogni cosa?”

avatar

Commenti

  • gianni gianni (utente non verificato)

    ma i socialdemocratici quanti sono in italia, così per curiosita? 6-7… una dozzina?

  • bastian contrario (utente non verificato)

    E che cavolo centra il numero dei sociademocratici? Ma stamo veramente messi male da queste parti! A fronte di accuse ben precise dove sono in gioco i nostri soldi vedere questi commenti mi fa rivoltare lo stomaco.