Palese, tenta il suicidio- IL VIDEO

Il silenzio delle istituzioni e la disperazione dei cittadini
“Mi rivolgerò al Prefetto o metterò in atto qualche gesto eclatante per farmi ascoltare ed avere soddisfazione dal Comune di Bari e dall’ASL per le richieste urgenti che ho fatto per iscritto con raccomandata da più di 45 giorni”.
E’ stato di parola il signor Modugno Damiano di Palese che salito sopra il campanile della Parrocchia Stella Maris di Palese ha minacciato di buttarsi giù per mettere fine ad un dramma personale che dura da tanto tempo nel silenzio totale delle istituzioni.
Di Damiano Modugno e della sua protesta avevamo già scritto ad Aprile 2013 e sul Quotidiano di Bari. In quella occasione avevamo focalizzato l’attenzione su alcune dichiarazioni del signor Damiano che senza mezzi termini accusava di combutta a suo danno il venditore dell’immobile comprato, il Notaio, la banca erogatrice del mutuo, tecnici, ingegneri ecc.
“Sono disperato e arrabbiato – affermava il signor Modugno Damiano – per il silenzio assoluto del comune di Bari e della ASLBA4 alla richiesta di visita-perizia ispettiva presso la mia abitazione in Palese viale dell’Olivo Modugno 17″.
“E’ importante – dichiarava – che questa ispezione venga fatta al più presto possibile per due motivi , innanzitutto per verificare la regolarità urbanistica del suddetto immobile da parte del Comune e poi per il rilascio del parere ASL sulle condizioni igienico-sanitarie dei locali di mia proprietà e sussistenza di requisiti di legge per il rilascio del certificato di agibilità ad uso abitativo degli stessi”.
La documentazione richiesta secondo lui poteva dimostrare in maniera più esplicita l’ eventuale truffa fatta a suo danno, approfittando della sua buona fede e della fiducia riposta nei riguardi del venditore. Il signor Modugno per questo aveva presentato in via cautelativa una querela nei confronti del venditore, tale Achille Nicola, sempre di Palese denunciando all’autorità competente quanto segue: “Il giorno 1/7/2008, davanti ad un notaio in Bari, è stato stipulato il contratto di compravendita (Repertorio n. 74463 Raccolta n.13817) con il quale il sig. Achille Nicola mi ha venduto l’immobile sito in BARI alla via dell’Ulivo nr.17 -Palese, dichiarando falsamente che l’immobile compravenduto fosse stato edificato prima del 1° settembre 1967. Difatti, solo dopo aver acquistato tale immobile, sono venuto a conoscenza che la costruzione era risalente, come anno di edificazione, al 1969.
Inoltre, l’anno scorso, allorquando ho deciso di vendere l’appartamento, l’Agenzia immobiliare alla quale mi ero rivolto, mi ha riferito che la mia abitazione in via dell’Ulivo nr. 17 di Bari-Palese, non poteva essere venduta perché priva del certificato di agibilità. Ne il Notaio, ne la banca per il rilascio del mutuo-dichiarava Modugno- verificarono la presenza delle caratteristiche fisiche e documentali necessarie per l’uso abitativo del bene e quindi la corrispondenza esatta fra quello che era l’oggetto della compravendita e il bene stesso, ad esclusione della garanzia della conformità degli impianti. Come previsto dalle norme di legge un immobile per essere abitabile e quindi casa deve possedere vari requisiti, gli stessi ovviamente richiesti per il rilascio del certificato di agibilità. Attualmente-dichiarava ancora Modugno- ho disperato bisogno di vendere la casa o di avere indietro tutti i soldi che attraverso un mutuo ho già pagato al Sig. Achille, un mutuo che mi costa ancora oggi 900 euro al mese. Mensilmente , infatti, devo provvedere per gli alimenti alla mia ex-moglie oltre a provvedere all’attuale mia compagna e cinque figli, con il solo stipendio mensile sono ormai allo stremo delle possibilità di soddisfare tutto questo. I soldi restituiti a seguito di disposizioni dell’autorità giudiziaria o la possibilità di vendere la casa mi consentirebbero di ricavare una somma tale da soddisfare la situazione di emergenza in cui mi trovo e pagare in futuro l’affitto di una casa .
Per tutto questo però, ho bisogno che il comune e l’ASL soddisfino al più presto la mia richiesta di ispezione all’immobile. Un prolungato silenzio da parte dei Enti sopracitati acuirebbe lo stato di tensione in cui vivo da diverso tempo con notti insonni ed agitate. Non vorrei arrivare ,conclude, all’estrema ratio di gestualità estreme come di recente ha fatto davanti al Sindaco di Bari un mio concittadino davanti al silenzio ed al menefreghismo di alcuni burocrati che lo avevano portato all’esasperazione”.
Il silenzio assordante di questi enti ed il rigetto della querela da parte della Magistratura hanno esasperato Modugno che nella mattinata del 5 luglio è salito sul campanile della chiesa di Stella Maris di Palese ed ha minacciato di buttarsi se qualche magistrato non lo avesse ascoltato. A nulla sono valsi i tentativi dei poliziotti, dei vigili del fuoco, degli operatori sanitari del 118 e dello stesso parroco della chiesa Don Antonio Eboli, Damiano era irremovibile nei suoi propositi di suicidio.
Dopo tre ore le lacrime e le grida disperate della figlia accorsa in loco e la stanchezza fisica e la disidratazione per la lunga esposizione al sole cocente hanno convinto il Modugno a scendere dal campanile per affidarsi alle cure del medico del 118. Poi è stato accompagnato dai poliziotti in Procura.
E’ il secondo caso in pochi mesi di un tentato suicidio per il silenzio colpevole e l’insensibilità di Enti pubblici a soddisfare legittime richieste di cittadini. Per invertire la rotta bisogna aspettare il morto?
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