Crisi Natuzzi, interrogazione al Governo

La Regione ha messo a disposizione 101 milioni di euro, perché continuare con i licenziamenti?
“Nelle prossime ore presenteremo al governo una interrogazione su quanto sta accadendo all’azienda Natuzzi. La proprietà ha annunciato nuovi esuberi e prosegue nell’intenzione di delocalizzare la produzione, fuori dai confini italiani, arrecando un gravissimo danno ai lavoratori, alle loro famiglie e a tutto il tessuto produttivo pugliese e italiano- si legge nella nota diramata dai deputati di SEL che non si spiegano i motivi dei licenziamenti nonostante le misure poste in essere dalla Regione proprio per evitarli-
Riteniamo grave e incomprensibile- continuano, infatti,- l’atteggiamento di Natuzzi, in considerazione del fatto che lo scorso 8 febbraio è stato firmato un Accordo di Programma fra la Regione Puglia e il governo per il settore del Mobile Imbottito, che mette a disposizione del sistema produttivo 101 milioni di euro, utili a innovare, a riqualificare le produzioni e a cercare nuove strade per uscire dalla crisi di uno settori strategici per la Puglia e per l’Italia.
Va considerato, inoltre, che Natuzzi non ha presentato alcun progetto per attingere alle risorse dell’Accordo di Programma e continua a dichiarare esuberi. Nel mentre dichiara esuberi, inoltre, l’azienda non presenta alcun piano industriale.
Non riusciamo a comprendere le motivazioni che spingono l’azienda ai licenziamenti, considerando che finalmente ci sono strumenti e risorse, faticosamente conquistate dalla Regione Puglia. L’attenzione del governo regionale è sempre stata molto alta nei confronti del settore del mobile imbottito, nella consapevolezza dell’importanza del settore nel tessuto produttivo pugliese e italiano. La Regione ha atteso per sei anni che il governo mettesse a disposizione i fondi per questo Accordo di Programma e adesso che li abbiamo ottenuti è impensabile che Natuzzi continui nell’intento di chiudere le attività.
Potrebbe insinuarsi il dubbio che la situazione di crisi del settore diventi un paravento dietro cui nascondere intenzioni e decisioni ormai irrevocabili, nonostante la disponibilità di nuove risorse che garantiscono la possibilità di combattere lo stallo del mercato.
Per questo i Deputati pugliesi di SEL interesseranno della questione il governo italiano, considerando anche l’elevato livello di tensione sociale che si sta creando con lo stato di agitazione dei lavoratori e dei sindacati che presidiano i cancelli dello stabilimento produttivo.”
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