Artes Cafè, il bar/ritrovo degli enti no-profit

Davide Impicciatore

Il nuovo bar di piazza Mercantile n° 35 venderà i prodotti di Libera, Emergency, Unicef e Made in Carcere

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Artes Cafè non è solo il “nuovo bar” del Borgo Antico. Artes Cafè è un vero e proprio luogo di ritrovo, una fucina di idee, arte, cultura, una bottega-cafè della legalità e dei diritti.

E’ nato lo scorso week-end in piazza Mercantile n° 35 (dove ha sede) il nuovo lounge bar di Artes, cooperativa sociale Onlus di tipo B, impegnata da anni nell’inserimento di persone svantaggiate. A dar sostegno all’iniziativa anche la Regione Puglia, il Dipartimento Dipendenze Patologiche, il Comune di Bari e la Fondazione con il Sud “Finis Terrae”. Ma i nomi più importanti sono quelli delle associazioni no-profit che riempiono gli scaffali dell’Artes Cafè: Libera Terra, Emergency, Unicef e Made in Carcere: insieme alla vendita di prodotti/gadget solidali, sarà possibile degustare, sul modello degli “apericena”, i prodotti enogastronomici provenienti anche da terre confiscate alla mafia.

“Festina Lente” (affrettati lentamente) è il motto dell’Artes Cafè, perché «ci affrettiamo nel voler cambiare questa nostra realtà acclamando i valori della giustizia, legalità, uguaglianza, anche se questo richiederà un duro e lento lavoro». Una novità assoluta, quindi, non solo in quel di Bari ma in tutta la nostra Regione:  «Abbiamo voluto creare un contenitore di varie associazioni», ha spiegato Marcello Signorile, Presidente della Cooperativa C.A.P.S. e Amministratore di Artes, «che sarà a tutti gli effetti una caffetteria/lounge bar, dove però – dovendo fornire cocktail, alcolici, super alcolici – andremo a sensibilizzare la gente in un modo un po’ diverso rispetto agli altri locali: il personale dell’Artes Cafè viene da un anno di formazione in un progetto finanziato dal Comune (“Io non Dipendo”) e dovrà sia sensibilizzare sull’uso del bere sano e consapevole sia fornire in automatico e gratuitamente degli alcol-test monouso a chiunque chiedesse alcolici».

Oltre al tema della sensibilizzazione del saper bere con moderazione, del comprendere la differenza fra uso e abuso, della conoscenza delle gradazioni alcoliche e dei rischi di un mix scorretto, verranno organizzate grandi serate a tema  con concerti, presentazioni di libri, ed eventi in generale.

E a chi chiede, un po’ malignamente, se la pratica della “sensibilizzazione” possa portare a una riduzione dei profitti, l’Amministratore di Artes risponde: «Ci siamo già posti questa domanda: questo sarebbe accaduto se avessimo voluto aprire in modo ipocrita un bar analcolico. Noi non sensibilizziamo al non-bere, ma al bere-consapevole: ti rendiamo consapevole che forse tu stasera non puoi guidare, però puoi bere quanto vuoi. Non facciamo ipocrisia, vogliamo sensibilizzare quel target di persone che beve e spesso ignora che un cocktail alcolico a 21° può creare seri problemi».

Presente all’inaugurazione anche l’Assessore al Welfare e Politiche Attive del Lavoro del Comune di Bari, dr. Ludovico Abbaticchio:  «E’ un progetto importante inserito nelle politiche di inclusione sociale, lavorativa che la città di Bari ha sempre sostenuto in questi anni. Il fatto che ci sia nella città antica la possibilità di mettere a lavorare anche soggetti con storie di tossico-dipendenza insieme a uno sviluppo commerciale porta un messaggio importante di come questa città sa essere produttiva sviluppando anche le politiche sociali».

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Commenti

  • Cinzia Buompastore (utente non verificato)

    Progetto bellissimo e incomiabile! peccato che sia appoggiato e sostenuto e immagino anche in parte finanziato da regione e comune che come e’ ormai noto non si contraddistinguono certo per i valori di giustizia, legalità, uguaglianza, tutt’altro!! ma si sa nella nostra città l’ipocrisia non manca mai!!