La comunicazione nella società 2.0

Anna Piscopo

Presentato il libro, scritto a quattro mani, che esplora il mondo social e senza filtri in cui viviamo

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“Non si può non comunicare”: questo è il primo assioma della comunicazione; tutti comunichiamo, con il linguaggio, con l’ espressione del volto, con il nostro vestire, ed è con il nostro corpo che entriamo in relazione con gli altri. Ebbene, non solo di comunicazione interpersonale si è discusso ieri pomeriggio a Bari presso l’Ordine dei giornalisti, ma fulcro del dibattito è stata la comunicazione d’impresa e, dunque del ruolo della pubblicità nella nuova società del web 2.0. Oggetto in questione è appunto il libro “Le nuove Relazioni pubbliche. Teorie e strumenti nell’era del web” edito da Carocci Editore, e presentato da Eleonora Dafne Arnese, giornalista e coautrice del libro, insieme a Vincenzo Rizzi, docente di italiano e latino nei licei e critico enogastronomico del Corriere della Sera.

“Il libro parla di un mondo in cui siamo tutti coinvolti, in cui i protagonisti sono i new media”, afferma Rizzo, dove il rischio frequente dell’uomo è quello di lasciarsi dominare dalle nuove tecnologie, poiché, in fondo, quello che mancaè una conoscenza di questi nuovi strumenti. Il volume scritto da Mauro Pecchenino, docente universitario, professionista da oltre vent’anni del settore, Direttore del periodico FlipMagazine e unico italiano ad aver ottenuto nel 2004 l’Award di Comunicatore Europeo dell’anno,  affronta due tematiche principali ovvero la comunicazione in relazione alle aziende, e l’utilizzo dei new media all’interno della comunicazione. Ma oggi, viviamo in una società in cui il ruolo dell’immagine è fondamentale, e i social network ce lo dimostrano, poiché attraverso l’immagine comunichiamo un messaggio, e lo stesso procedimento vale per le aziende, anche per le piccole e medie imprese, sulle quali è fondato il sistema produttivo italiano.

Ed ecco che entra in gioco un altro fattore cruciale nella comunicazione rappresentato dalle Pubbliche Relazioni, che si occupano di organizzare l’immagine dell’azienda, coglierne le potenzialità e renderla più competitiva sul mercato globale. L’obiettivo, come spiega Eleonora Dafne Arnese, professionista di Comunicazione e giornalista iscritta all’Ordine della Puglia, è quello, appunto, di costruire e fortificare l’immagine dell’azienda sul mercato, ma con un coinvolgimento dei consumatori contemporanei, sempre più attivi ed informati.Ma il rischio, come sottolinea la PR, è dovuto al fatto che oggi la rete non è  una semplice piattaforma, ma è interattiva cioè prevede una comunicazione bidirezionale, in cui chiunque può entrare nei siti web ed esprimere il proprio parere in tempo reale, senza che nessuno filtri o controlli tali contenuti: tutto questo può portare ad una cattiva comunicazione e ledere l’immagine dell’azienda stessa.

Pertanto la rete, se da una parte rappresenta un forte incentivo per lo sviluppo delle relazioni, annullando il tempo e la distanza, d’altra parte si presenta come un enorme labirinto, luogo di smarrimento per eccellenza, a forma di rizoma cioè come un labirinto in cui non esiste  più un centro e chiunque vi entri può percorrere infiniti itinerari.

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