Angelozzi a sorpresa, addio Bari

Stefano Patimo

Dopo 3 anni di lavoro la parola fine all’avventura barese

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Tanta rabbia, rammarico ma nello stesso tempo fermezza. Questo l’umore del direttore sportivo, ormai ex, del Bari che ha voluto indire una conferenza stampa per salutare la Bari sportiva, ma anche la Bari città e società, compresi tutti coloro i quali fanno informazione.

Forse una liberazione, o forse no. Quello che trapela dalle dichiarazioni del dirigente catanese, più che mai chiare e decise, è la voglia di “cambiare aria”, la voglia di nuovi stimoli e di nuove esperienze, pur considerando tutto il lavoro fatto in Puglia senza rinnegare nulla. Tante sono state le parole di ammonimento nei confronti di chi ha messo in discussione la sua onestà lavorativa offendendo non tanto la figura di Guido Angelozzi, ma la persona; altrettante le domande dei giornalisti accorsi numerosi per questa che sarà una delle ultime giornate lavorative del’ex direttore sportivo biancorosso (il contratto scade il prossimo 30 giugno ndr.).

Partiamo dai dettagli di come è nata la sua “creatura” e di ciò che è stato detto nel bene e nel male: “Qualcuno dice che il Bari è una scatola vuota – commenta Angelozzi – Bene, a questi rispondo che dovrebbero essere più attenti. Non solo abbiamo ripulito questa scatola con lavoro e sacrificio ma l’abbiamo riempita di valore. Un valore dei tanti giovani del Settore Giovanile, alcuni dei quali in odore di grandi squadre (Parodi e Marasciulo) e delle nazionali di categoria. Un valore dato anche dalla titolarità dei cartellini di Bellomo, Sciaudone, Vosnakidis, Galano, Ceppitelli, Defendi, Altobello, Albadoro, Ghezzal; dal 50% di Romizi, Fedato, Sabelli (che riscatteremo) per fare dei nomi. Essendo la squadra più giovane della serie Bwin abbiamo avuto un premio di quasi 800 mila euro”.

Dibattito che poi ha avuto un picco nel momento in cui si è affrontato l’argomento calciomercato: “Qualcuno a gennaio mi ha accusato che stavo smantellando la squadra, che stavo rovinando il Bari perchè avevo ceduto Borghese, Filkor, Grandolfo, Rivaldo, Partipilo. C’è stata una testata che ha fatto una pagina intera per chiedere le mie dimissioni. Accetto le critiche, chi mi conosce lo sa. Ma vorrei che ci sia equità di giudizio. Se all’inizio il mio lavoro e quello della società veniva messo in discussione, ora dovrebbero ammettere di aver sbagliato e evidenziare il lavoro di tutti noi. Qualcun altro ha detto che il Vicenza aveva fatto una campagna trasferimenti sontuosa e, invece, il Bari aveva preso due schiappe come Rossi e Tallo. Lascio a voi le analisi: il Vicenza è in Lega Pro. Rossi è un giocatore stimato da molte squadre e Tallo ha fatto tre reti che ci sono serviti per guadagnare sei punti. In due anni abbiamo fatto 116 punti sul campo. Scusate il mio sfogo ma è da un anno e mezzo che sopporto tante cose che sicuramente non vanno bene. Mi sono fatto l’idea che qui in città c’è qualcuno che vuole il male del Bari. Qui passiamo sempre per co…….i non mi sta bene”.

Dallo sfogo al rammarico, quello più doloroso: “Ero sicuro ad inizio stagione che avremmo raggiunto i playoff. Ci siamo andati vicini”. Il braccio destro del patron Matarrese e dell’amministratore unico Claudio Garzelli, lavorando gomito a gomito, ha poi espresso un pensiero sull’allenatore Torrente che lui stesso ha voluto al Bari: “Abbiamo iniziato insieme un lavoro interessante. Dispiace lasciarlo proprio ora. Qualcuno ha tentato di metterci contro quando le cose non andavano bene. Come potevo visto che ero io che l’ho voluto al Bari. Gli auguro tutte le fortune di questo mondo. Ha fatto un ottimo lavoro insieme al suo staff e i risultati si sono visti tutti”.

Infine, saluti e ringraziamenti, con il ricordo della partita che più lo ha emozionato: “Voglio ringraziare la famiglia Matarrese che mi ha dato questa opportunità di conoscere la meravigliosa piazza di Bari e quanti mi sono stati vicini in questi tre bellissimi anni. Sono arrivato con la squadra in serie A ma mi sono trovato subito di fronte a una serie di problemi. Avevamo 45 giocatori e, in estate, abbiamo dovuto fare due ritiri: uno al nord e uno qui a Bari. Poi siamo retrocessi ed è stato l’anno degli scandali. Avevamo un monte ingaggi di 28 milioni di euro, poi sceso a 10,5 e quest’anno a 5,6 milioni. Il 30 giugno scade il mio contratto e saluterò tutti quanti. Sono stato benissimo in questa piazza. Ho preso la decisione di andare via. E’ giusto che mi faccia da parte. Quindici giorni fa, dopo la salvezza matematica, ho avvisato il presidente Antonio della mia decisione. Ovviamente continuerò a svolgere il mio lavoro fino alla fine al loro fianco. La vittoria di Ascoli, probabilmente la partita più bella. Stavamo perdendo poi abbiamo finito per vincerla 3-1. Mi emoziono ancora quando vedo quelle immagini. Ci sarebbe da ricordare anche il 4-3 con il Lanciano”.

Al termine di una lunga conferenza stampa un rinfresco per i presenti a celebrare la giornata, non come un triste addio, ma come un sincero arrivederci e un in bocca al lupo a chi ci sarà o verrà dalle parti di via Torrebella per lavorare da galletto: “I Matarrese sono stanchi lo hanno detto pubblicamente. Faccio il tifo perchè arrivi una società nuova che dovrà ripartire dai nostri 60 punti, dal lavoro fatto in questi due anni”.

Anche noi tutti della stampa ci uniamo a quell’abbraccio ideale che tutti i tifosi baresi hanno voluto tributare al Sig. Angelozzi, con l’augurio di poter continuare a vincere, anche in altri lidi…ad majora direttore!

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