Moda, Benedetta Bruzziches e “I diari della borsetta”

Cristina Pierangeli

Cuba, una donna, una borsa, un viaggio.

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Sabato a Bari moda e arte si sono nuovamente fusi creando questa volta un connubio nuovo, originale e mai visto fatto di emozioni, sorrisi, messaggi di gioia, di speranza …il tutto partendo da una borsa.
My Tea Cup, non semplice negozio, ma vera fucina di creatività e di idee dietro la quale si nascondono la passione per il proprio lavoro e l’incredibile dote nel realizzare eventi felici e intuitivi di Stefania Ianniello, ha presentato due eventi in uno: l’inaugurazione della mostra fotografica “I diari della borsetta”, che rimarrà aperta sino all’ 8 giugno, e il “pop-up storia”, in esclusiva solo per il weekend.

Ad accomunare le due situazioni non solo la location, ma l’estro creativo di una ragazza, Benedetta Bruzziches, che a soli 27 anni vanta una carriera straordinaria nel mondo della moda. Una vita un po’ sui generis la sua, fatta di viaggi intorno al mondo, di incontri casuali e di sogni che si realizzano proprio nella sua terra, a Caprarola, nel viterbese.E’ qui infatti che Benedetta è tornata per dare vita alla sua prima linea di borse, alla quale seguiranno altre 7 collezioni.

« “I diari della borsetta”- spiega la designer – come “I diari della motocicletta” raccontano un viaggio a Cuba in cui ognuno ha dato voce alla propria condizione e prospettiva. Si è trattato di un progetto spontaneo nato dalla voglia di raccontare la storia di un popolo».
Mezzo tramite cui comunicare, vero e proprio manifesto di questa avventura è stata una borsa, la sua borsa. Per l’esattezza la borsa-libro sulla cui parte anteriore, interamente realizzata di lavagna, personecome Maria Claudia, Francisco, Esperanza, Maria Callashannopotuto scrivere un messaggio, una storia o un ricordo che volevano regalare a questa ragazza così vitale e sorridente che riesce a entrare nei cuori di chi incontra. Benedetta, armata di iPhone, ha scattato foto su foto e così, spontaneamente, come ogni forma d’arte che si rispetti, è nata questa mostra. La borsa è poi rimasta lì, rivela Benedetta:«ho passato il testimone ad una ragazza Uruguaiana di 24 anni che proseguirà il suo viaggio in giro per l’America per un anno. Sarà lei che continuerà a raccogliere testimonianze e che prima o poi passerà il testimone ad un nuovo viaggiatore amante della gente».

Accanto alla mostra fotografica, ma in realtà con essa perfettamente in sintonia, è stato allestito un temporarystore con i pezzi cult di tutte le collezioni della designer e con la linea PE 2013 dal titolo importante: “L’arte della gioia”.
Esposte, oltre all’ormai famosa borsa-libro, anche il modello Carmen con le sue successive declinazioni e le borse scrigno Cabaret, che ricordano i vassoi dei pasticcini con cui si omaggia la padrona di casa in seguito a un invito.

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