Teatro Purgatorio, pronto al ‘suicidio’

La Redazione

Il ricavato degli ultimi spettacoli verranno utilizzati per le 'esequie'

0 commenta

Come è già a conoscenza di molti, il prossimo 21 Maggio lo storico Teatro Purgatorio dovrà chiudere i suoi gloriosi battenti.

“I motivi scatenanti sono le ingiustizie, le vessazioni e gli accanimenti burocratici, da noi subiti da parte dell’attuale Amministrazione Comunale, comportamenti che rendono impossibile il prosieguo delle attività- a dirlo è l’attore che tante volte ha calcato il palco del Purgatorio Nicola Pignataro che, rammaricato, prosegue- 
Ma il Teatro Purgatorio, per evitare l’onta della chiusura, il giorno prima dell’arrivo dei “gendarmi” si suiciderà’ alla presenza dei suoi attori, dei giornalisti, operatori TV e di tutti i suoi simpatizzanti che vorranno intervenire. Questo avverrà il 20 Maggio 2013 alle ore 11″. 

Un atto simbolico di rivalsa del Teatro che non accetta di morire, ucciso dalla burocrazia e dalla superficialità dell’Amministrazione. 
“A titolo di commiato- precisa l’attore comico- con questa mitica struttura e confidando nella Vostra amicizia e solidarietà, ho il piacere di invitare tutti Voi al ciclo conclusivo di spettacoli teatrali che terrò quasi quotidianamente presso il nostro Teatro Purgatorio a Bari, in via Pietrocola 19, nel mese di Maggio, ad un prezzo simbolico e con il seguente cartellone:   

“ULTIME RISATE a PREZZI di SVENDITA”

ALLA RICERCA DEL SANTO GRILL (Sei spettacoli)
Sabato 4  ore 18 e ore 21  –  Dom. 5  ore 18 e ore 21
Mart. 7  ore 21 e Merc. 8  ore 21
NON DICO BUGIE  (Sei spettacoli)
Giov. 9 ore 21 – Ven. 10 ore 21 – Sab. 11 ore 18 e ore 21 – Dom. 12 ore 18 e ore 21.
LIBRETTO MALASANITARIO  (Otto spettacoli)
Lun. 13  ore 21 – Merc. 15  ore 21  –  Giov. 16  ore 21  –  Ven. 17  ore 21.
Sab. 18  ore 18 e ore 21  –  Dom. 19  ore 18 e ore 21.
Prezzi:  € 2,50  giorni feriali  –  € 3,50  sabato e domenica

“Sappiate certamente che darò il meglio di me stesso- conclude-  Il ricavato sarà utilizzato per le esequie del glorioso teatro.Ora, riponendo piena fiducia nella vostra presenza, aiuto e comprensione, con la commozione e con il pianto alla gola che tutto questo mi comporta, colgo l’occasione per ringraziarvi tutti e porgere i miei più cordiali saluti”. 

E il groppo in gola si stringe leggendo le parole che il Teatro stesso, metaforicamente personalizzato, ha lasciato a tutti. 

Di seguito la lettera che Pignataro ha voluto condividere con i lettori: 

“Carissimo Nicola,

sono IL TEATRO PURGATORIO, è la prima volta, da quando ho avuto il piacere di conoscerti in quella ormai lontana primavera del ’76,  che mi accingo a scriverti una lettera.
Ti devo confessare che sono alquanto emozionato. A dire la verità mi prende un poco di commozione alla gola, e forse sarò un pò “scocchiato” a dirti quello che sento nel cuore: allora per piacere non te la prendere con me, sai dopotutto non è cosa di tutti i giorni che un Teatro in persona si prenda la briga di scrivere al proprio legittimo impresario e capocomico. 
Allora…vengo subito al dunque: Signor Pignataro, dimmi una cosa: è vero che si chiude? E’ proprio arrivata l’ora, come si dice a Bari, “d’arregetà le fjirre”? Per piacere dimmi che non è vero quello che si dice in giro, dimmi  che a settembre si ricomincerà come tutti gli anni a fare quello che abbiamo sempre fatto, dimmi che tutte le voci  messe in giro sono “scimitudini”, che tutto sarà sistemato e che non ci saranno problemi. Dimmi che le tavole del mio palcoscenico non saranno smontate e magari destinate al forno di qualche pizzeria! Perché questa condanna a morte senza possibilità di appello?
Nei camerini alcuni attori dicevano che mancano certi requisiti tecnici, che bisogna ridefinire delle pratiche presso gli uffici del Comune e che, per sistemare le medesime pratiche ci vuole un sacco di tempo e, peggio ancora, un sacco di denari, quegli stessi denari che il sindaco Emiliano ha dato ad altri teatri e a noi li ha negati senza pudore.
Io ti capisco, eccome se ti capisco, perciò sei così giù di corda. Modestamente, in qualità di Teatro, il sottoscritto di stati d’animo se ne intende alla grande. Cosa credi? Che abbia dimenticato tutto quello che è successo nel mio teatro? Gli applausi, le risate fragorose, il delirio della folla che assediava il botteghino, ricordo persino le grida di rabbia dei tanti che non riuscivano a conquistarsi il sospirato biglietto e che  rendeva necessario, in talune circostanze, persino l’intervento delle forze dell’ordine. Che tempi! Confesso che fremevo d’orgoglio ogniqualvolta il mio nome campeggiava su qualche articolo di giornale o si parlava di me in televisione: Il “Teatro Purgatorio”. Per quasi otto lustri questo nome è stato sinonimo di allegria, divertimento sano, di valori semplici ma essenziali, inossidabili. Mai nessuno ha lasciato il mio parterre senza che nell’ animo suo non si fosse sedimentato un poco di amore e ottimismo per la vita e per questa città. A pensarci bene, abbiamo reso un fior di servizio al nostro municipio, caro il mio capocomico e nel vero senso della parola abbiamo turato le falle di una mancanza pressoché assoluta di iniziative sociali a favore del benessere psicologico della famiglia. D’altronde, dimmi: vi è stato qualche assessorato alla cultura, dal dopoguerra a oggi, che sia stato in grado di suscitare altrettanta felicità come abbiamo fatto noialtri?  E adesso ci chiudono! Beh,  carissimo “Colino” non ti immusonire, ti ricordi la lezione del grande Edoardo ne “L’arte della commedia”? “Voi gente di teatro andate bene solo sino a quando riuscite a procurare  sollazzo, ma quando si tratta di far presente le vostre necessità o i vostri bisogni materiali allora è un altro paio di maniche”.
Adesso voglio dirti una cosa: io non ci sto a farmi chiudere per un cavillo burocratico e, caro il mio Capocomico, ti di una notizia: Il 20 Maggio 2013, il giorno prima dell’annunciato decreto della mia dipartita coatta, il giorno prima dell’arrivo dei “gendarmi” che vorranno condannarmi all’oblio io…
MI SUICIDERO’  
Che dirti di più? Caro Nicola, io sono onorato di averti conosciuto e sono felice che tu abbia percorso assieme a me un tratto così importante della tua carriera di uomo e di artista. Abbracciami tutti gli attori e i tecnici che hanno calcato le mie scene e, se puoi, rinnova a nome mio la dichiarazione di incondizionato amore che in tutti questi anni ho tributato alla città di Bari ed ai baresi. Addio e…scusa queste lacrime, sono lacrime di un Teatro, fatte, come disse quel “Grande”, della stessa materia dei sogni.”
       

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!