1000 lavoratori CBH, rischiano il licenziamento

L’Usppi/Puglia indice lo stato di agitazione
Forte preoccupazione viene espressa dal sindacato Usppi/Puglia in ordine al Gruppo Sanitario CBH di Bari, poiché entro giugno 2013, sarebbe stata riaccorpata e razionalizzata l’offerta sanitaria dello stesso gruppo, all’interno del polo Mater Dei, con un piano di rientro che lasciava inalterati i livelli occupazionali e prevedeva ingenti investimenti da parte dell’azienda. Ciò rischia di non avvenire in quanto le procedure necessarie porterebbero ad operatività l’intera Mater Dei oltre giugno, con conseguente azzeramento degli accreditamenti in essere. Ciò determinerebbe la impossibile prosecuzione del rapporto di lavoro di tutto il personale dipendente. Il segretario generale dell’Usppi Nicola Brescia invita il governatore pugliese e il neo assessore regionale ad intervenire con fermezza al fine di scongiurare un simile dramma sociale che andrebbe ad aggiungersi a quelli già in corso. La Regione aveva individuato nella Mater Dei il primo ospedale privato barese dotato di un pronto soccorso autonomo, cosa quest’ultima che agevolerebbe il ripescaggio di medici ed infermieri ma anche personale amministrativo, e maestranze varie.
La revoca alla procedura di licenziamento dei 338 lavoratori del Gruppo Sanitario CBH di Bari (avviata ad agosto e congelata fino a fine gennaio) è arrivata sul filo di lana, esito positivo per il sospirato accordo con la Regione Puglia, accordo che potremmo definire di massima, fermo ai grandi principi. Comunque non è poco.
Si può parlare di intesa epocale, perché nella letteratura sindacale si contano sul palmo di una mano vertenze tanto complesse risolte così velocemente e, almeno nelle premesse, brillantemente – dice ancora il leader dell’Usppi Nicola Brescia. “La vertenza CBH – ha detto il segretario generale dell’Usppi Nicola Brescia – che abbiamo fortemente contestato nei numeri dell’ esubero proposti dall’azienda, è risultata particolarmente delicata e difficile da gestire perché calata in un momento difficile per la sanità del nostro paese e della Puglia, sottoposta a piano di rientro”. Ora non possiamo che indire lo stato di agitazione e chiede un tavolo tecnico in sede regionale, onde evitare l’inasprimento della vertenza che potrebbe avere risvolti drammatici.
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