«Cinema: fine dello spettacolo?»: tra i firmatari anche Alessandro Gassman

Davide Impicciatore

'Bisogna salvare il cinema pugliese e italiano'

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Per fortuna sì. Sta continuando la raccolta di firme promossa dal comparto cinema dell’Agis (ovvero Anec, Fice e Acec) che mira a sensibilizzare sia l’opinione pubblica sia gli amministratori locali e i governi nazionali a intervenire in maniera efficace sulla crisi, tanto culturale quanto economica, che sta sconvolgendo il mondo cinematografico, soprattutto nella nostra Regione.
Anche i sindacati Slc Cgil (Sindacato spettacolo), Fitsel Cisl (Federazione informazione spettacolo e telecomunicazioni) e Uilcom-Uil (Unione lavoratori della comunicazione) aderiscono all’iniziativa targata Agis volta a sensibilizzare tutti i cittadini pugliesi sul grave stato di crisi in cui versa l’esercizio cinematografico.

Alla firma delle tre sigle si aggiunge inoltre quella del Sindacato Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), che ha osservato che occorre pensare a una «piattaforma di riflessione che non si traduca tanto o solo in soluzioni di tipo assistenziale, ma che guardi in maniera progettuale al futuro e al futuro di quei luoghi di cultura che sono la storia dei nostri territori e per i quali si fa forte l’urgenza di adeguamento a nuovi standard della fruizione cinematografica».

Anche l’attore Alessandro Gassman, in Puglia in questi giorni con l’esclusiva regionale del suo spettacolo “RIII – Riccardo Terzo”, ha firmato la petizione di Agis. La firma dell’attore romano (accolto calorosamente dai baresi durante le ultime date del suo tour la settimana scorsa al Cinema Royal di Bari) si va a sommare a quelle delle migliaia di cittadini pugliesi e di quella di suoi colleghi quali Lucrezia Lante Della Rovere, Bianca Guaccero e del regista Gabriele Salvatores.

La situazione dei cinema pugliesi è davvero sull’orlo del baratro: le sale si vanno svuotando per ragioni molteplici, costringendo tantissime sale storiche pugliesi e italiane alla chiusura forzata. Tante le sale che, dopo la prossima pausa estiva, non riapriranno i battenti e la cui chiusura porterà ad un inevitabile impoverimento culturale ed economico dei territori di appartenenza. La chiusura di cinema (che spesso svolgono anche l’attività teatrale), porta matematicamente alla perdita di posti di lavoro per le tantissime figure che ruotano attorno a questi spazi: tecnici, maschere, proiezionisti e programmatori pugliesi saranno tristemente protagonisti di «un’altra Bridgestone», questa volta dello spettacolo.

Bisogna salvare il cinema pugliese e italiano, questo è fuor di dubbio. Iniziamo firmando la petizione dell’Agis, perché il Cinema (soprattutto quello Pugliese) è una risorsa che non possiamo permetterci di perdere.
Per informazioni si può visitare la Pagina Facebook: “Cinema: fine dello spettacolo?”.

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