A Bari manca il difensore civico dal 1991

Doveva essere eletto tre mesi dopo l’approvazione dello statuto comunale
Bari è una delle poche grandi città italiane ed europee che non ha ancora il difensore civico. Con l’istituzione di questa figura probabilmente non sarebbero state scritte alcune brutte pagine della storia più recente della nostra città.
Per esempio, avremmo avuto uno scempio urbanistico come quello di Punta Perotti, un complesso di palazzoni costruito sul Lungomare di Bari, sfruttando – come afferma l’urbanista Dino Borri – le smagliature offerte da leggi statali e regionali e da comportamenti e interpretazioni locali e comunali permissivi? Avremmo una città ancora priva del Piano Urbano del Traffico? Sarebbero ancora in piedi i tentativi da parte del Sindaco Di Cagno Abbrescia di edificare sui suoli contaminati dall’amianto dell’ex Fibronit o dell’ex Gazometro, le cui sostanze velenose hanno già causato la morte per cancro di tante persone? avremmo ancora una qualità dell’aria fra le peggiori d’Italia, come dalle indagini dell’Istituto nazionale dell’Ambiente del C.N.R? Bari sarebbe costantemente inserita fra le ultime città italiane nella graduatoria per la vivibilità urbana (vedi le annuali inchieste del Sole 24ore)?
Questo, quanto scriveva nel lontano 2003 Carlo Paolini, eletto consigliere comunale nel giugno 2004, rieletto nel giugno 2009 sempre nella lista Emiliano per Bari ed attualmente nel gruppo Misto al Comune. Eppure, continuava nella sua riflessione , Bari è stata la prima città a dotarsi dello Statuto comunale, con 44 articoli (più cinque norme transitorie). Era il 15 luglio del 1991 quando il Sindaco del tempo, Enrico Dalfino, con tutti i consiglieri comunali, gli assessori ed il segretario generale approvarono all’unanimità in forma solenne e in piedi lo Statuto comunale. L’art. 13 dello Statuto del 1991 istituiva l’Ufficio del Difensore Civico e l’art. 3 delle disposizioni transitorie così recitava: “ 1. – La procedura per la prima elezione del Difensore civico sarà espletata entro tre mesi dall’entrata in vigore dello Statuto.”
Paolini nel 2003 scriveva anche : “Certamente l’immatura scomparsa di Dalfino ha frenato il processo di realizzazione di uno Statuto fortemente voluto dalla sua sensibilità politica. Ha prevalso, infatti, nella città a tutti i livelli una cultura di destra che ha letteralmente strappato la portata innovativa e democratica della carta costituzionale comunale! Sono passati non tre mesi ma 12 anni! E quella norma non è stata mai realizzata.
E’ stato fatto un tentativo nella precedente amministrazione – guidata sempre dall’attuale Sindaco con un governo di destra – di eleggere il Difensore Civico secondo le norme statutarie e del Regolamento. Fu questa – in verità – una meschina manovra per risolvere una crisi di potere all’interno della maggioranza, piuttosto che l’espressione di una reale volontà politica di istituire tale Ufficio”.
Dopo altri 10 anni dal 2003, con l’Amministrazione di Centrosinistra guidata da Emiliano e con Carlo Paolini in questa coalizione cosa è cambiato ? Niente! Non è questione di cultura di destra o di sinistra, è solo questione di potere e di volontà politica; di non voler nessun tipo di interferenza sulla politica della casta che da decenni vuole solo per sé qualsiasi tipo di decisione . Il difensore civico ha il potere di decidere su molte questioni avanzate dai cittadini, questo è il vero problema.
E’ vergognoso che, mentre un piccolo comune come Rutigliano sin dal 2008 ha eletto il difensore civico nella figura di Maria Rosaria Lasorella, nel capoluogo pugliese, comune capofila della futura Città Metropolitana il difensore civico è solo un articolo di uno statuto dimenticato dal Centrodestra e dal Centrosinistra, da tutti i consiglieri comunali e dalla giunta municipale.
Il difensore civico è una figura fondamentale per far valere i diritti dei cittadini e lo dimostra il fatto che nella relazione ufficiale sulla attività svolta in consiglio comunale della succitata Lasorella era evidenziato: “Una istituzione, quella del difensore civico, che i cittadini( Rutiglianesi) sembrano cominciare ad utilizzare concrescente fiducia. Si evidenzia che nel corso dell’ultimo anno dell’approccio dei cittadini a questa istituzione sono state varie le richieste di assistenza e di tutela per situazioni inerenti a interessi o diritti presuntivamente ritenuti lesi”.
Signori consiglieri comunali, consigliere Paolini, signor Sindaco basta con le parole vacue di democrazia partecipata diamo un esempio concreto di vera democrazia, eleggiamo subito il difensore civico!
Commenti
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Ieri in data Bari 04 aprile 2013 si e assistito durante il Consiglio Comunale all’ennesino esempio di prova di Grande Iposcrisia a largo Campo dimostrata dal sig. e da parte di molti consiglieri della Maggioranza . Ne a dato prova l’intervento del Consigliere Gemmato in quanto da parte del sindaco e dei suoi delegati hanno forte tendenza a violazione delle normative vigenti. In quanto si e appreso che e si riscontra come cittadino che da parte del sindaco e del suo Staff, e dei suoi delegati facende parte del Gabinetto del sindaco. Ignorerebbero mettendo da parte la Costituzionale è, le Maetranze Istituzionale , e parte di normative.






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