Sanità, ‘Il centro riabilitazione rimanga aperto’

La Redazione

A rischio il centro 'Padre Pio' di Capurso

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Il Segretario Provinciale CGIL Giuseppe Monno torna a chiedere un urgentissimo incontro, imprescindibile alla luce del decreto 28/05/2004, n. 8, con cui è stata disposta la chiusura del Presidio di Riabilitazione “Padre Pio” di Capurso.

"Le ragioni dell’incontro risiedono nella necessità concertare anche con le parti sociali il destino dei pazienti sinora in carico alla struttura soppressa secondo criteri di efficienza ed efficacia, nonché appropriatezza delle prestazioni sanitarie, considerato che tutta la riabilitazione pugliese è nelle mani dei privati accreditati, i quali hanno l’obbligo di disporre di organici adeguati alle prestazioni (o posti letto) autorizzati- è quanto scrive, continuando – L’unico centro di riabilitazione, invero di eccellenza, in mano pubblica, quello di Rutigliano, è stato chiuso e non è dato sapere né le ragioni, nè se e a chi sono state affidate le attività ivi svolte!

Riteniamo che non è praticabile una semplicistica operazione di trasferimento di posti letto senza concertare con le OO. SS. le ricadute in termini di personale necessario allo svolgimento delle prestazioni conseguenti.
Strettamente connesso al tema del trasferimento dei posti letto è, infatti, quello relativo al personale oggi in servizio alle dipendenze del Presidio di Riabilitazione “Padre Pio” di Capurso, sul cui destino tace drammaticamente il decreto in oggetto.
Occorre fornire al più presto risposte ai lavoratori circa il proprio destino che, ad avviso della scrivente, non può che seguire quello delle prestazioni cui sono stati sino ad oggi adibiti: in altri termini è necessario concordare in sede sindacale che il soggetto privato, qualsiasi esso sia, cui saranno affidate le prestazioni sino a ieri accreditate al Presidio “Padre Pio” di Capurso acquisisca il relativo personale.
L’estrema delicatezza della vicenda che coinvolge (non sfuggirà alle Autorità in indirizzo!) oltre 150 posti di lavoro induce a chiedere un incontro con ogni urgenza. Richiesta già da noi ufficialmente formulata."

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