Il caso Bridgestone unisce partiti e sindacati

Fabio Leli

Da destra a sinistra: “Uniti a fianco dei lavoratori.”

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Il caso Bridgestone è un dramma sociale che non ha colore, partito o bandiera ideologica. La decisione del colosso giapponese di chiudere a Bari unisce sotto un unico sentimento tutto il mondo politico: il dolore.

Da Sinistra, il capogruppo Pd alla Regione Puglia Antonio Decaro, alla vigilia dell’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico con i vertici del colosso giapponese dei pneumatici, ha dichiarato: “Gli operai della Bridgestone e le loro famiglie non saranno abbandonati: dalla Puglia parte una battaglia che vede schierati fianco a fianco istituzioni di ogni colore politico, operai, sindacati e cittadini, perché non permetteremo mai a nessuno di sottrarre ingiustamente al nostro Paese un patrimonio di professionalità e competenze così ricco di quella passione che corre ogni giorno sugli stessi pneumatici che 950 persone producono da più di 50 anni. Il governo italiano – conclude – saprà far comprendere alla Bridgestone che lo stabilimento di Modugno non chiuderà mai.”

Da Destra, il senatore e coordinatore cittadino PdL di Bari Luigi d’Ambrosio Lettieri mostra distensione ed apertura per un problema che unisce tutti: “L’unione fa la forza: non è un slogan, ma la voce compatta che si è levata oggi dal Consiglio regionale accanto alla determinazione e all’intervento dei parlamentari baresi è uno strumento prezioso per presentarsi più forti e autorevoli alla riunione del 14 marzo con i rappresentanti aziendali della Bridgestone. Ma non basta. Al tavolo nazionale vanno portate proposte concrete sul fronte dei costi energetici e della logistica. Interventi che sia il Governo nazionale che la Regione Puglia, ma anche il Comune di Bari hanno la responsabilità di pianificare e di porre all’azienda giapponese in chiave propositiva.”

Dal mondo sindacale, il Segretario Generale della UIL di Puglia Aldo Pugliese conferma la volontà del sindacato di dare vita “a ogni iniziativa possibile per scongiurare la chiusura della Bridgestone di Bari-Modugno, smontando le strumentalizzazioni che l’azienda sta utilizzando senza alcun ritegno per giustificare una presa di posizione altrimenti inconcepibile. Non è possibile decidere di sana pianta la cessazione dell’attività di uno stabilimento senza fornire spiegazioni plausibili ai lavoratori, alle istituzioni, alle parti sociali, tradendo così le regole di base di qualsiasi relazione industriale e sindacale. Un atto di estrema superbia, un fatto gravissimo in un Paese civile e democratico.”

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Commenti

  • serena mercurio (utente non verificato)

    La colpa della crisi è di Berlusconi e dei suoi servi!

  • Nicola Frivoli (utente non verificato)

    Sono veramente dispiaciuto per la questio della Bridgestone !!!!! Ma la cosa che mi lascia più sbigottito che le ragioni della futura chiusura è l’eccessivo contenzioso tra lavoratori e datore di lavoro………………..perchè sembrerebbe tutto ok in ordine la prtoduzione ed utili…………vorrei capire ma non riesco…………..anch’io:”La Bridgestone non deve chiudere!!!!!!!!!!!!!!! Consigliere comunale di Bari Avv.Nicola Frivoli