Bari in foto: ‘quando ci incontravamo intorno alla fontana’

Caterina Rinaldo

Immagini della Bari degli anni Settanta

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Non sono molte le piazze nel quartiere murattiano, almeno non nel senso di quegli spazi d’aggregazione in cui la gente trascorre il proprio tempo tra intrecci di sguardi e storie da raccontare. Quando nel 1812, Giuseppe Gimma progettò i sedici isolati della scacchiera di ampliamento della città antica, non poteva immaginare che l’unico spazio pubblico, situato di fronte all’attuale Palazzo Prefettura, sarebbe stato utilizzato, nel 1843, per la costruzione del Teatro Piccinni. Egli aveva immaginato un luogo aperto, circondato da edifici dal fronte regolare, che avrebbe interrotto la monotonia della successione degli isolati in contrapposizione alla massiccia presenza del palazzo dell’Intendenza. In seguito le uniche piazze del quartiere sarebbero diventate piazza Garibaldi e piazza Massari situate rispettivamente alla fine di corso Vittorio Emanuele e accanto alla sede della Prefettura. E’ solo agli inizi del Novecento, pochi anni dopo la costruzione del palazzo dell’Università, che si pensa di realizzare l’attuale piazza Umberto, un importante punto di riferimento negli anni a venire, tale da diventare teatro di incontro dei giovani e luogo utilizzato per ogni genere di manifestazione.

Un appuntamento importante per coloro che vogliano approfondire la storia della città di Bari è la mostra fotografica, “Oltre il giardino, una piazza, una città” visitabile fino al 12 marzo presso l’ex Palazzo delle Poste in piazza Cesare Battisti, recentemente restituita al pubblico.

L’evento si inserisce nel solco delle celebrazioni del bicentenario della fondazione del quartiere murattiano e racconta dei momenti di aggregazione sociale dei giovani degli anni Settanta lungo i giardini di piazza Umberto, lì dove nel 1905 fu posta la statua del re a cavallo, consegnata senza coda dallo scultore, allo scopo di riuscire ad assicurarsi il pagamento dell’opera.

Queste immagini oggi ci restituiscono uno spaccato di vita dell’epoca, tutto ciò che avveniva a ridosso dell’Università quando esisteva ancora la goliardia e quando i giovani si incontravano prima e dopo le lezioni, per chiacchierare e discutere.
“Questa mostra coglie l’obiettivo della valorizzazione della città in un momento storicamente importante – ha detto Onofrio Introna – il giardino, gli edifici alti non più di due piani con gli spazi interni destinati a verde, rappresentano la Bari che vogliamo ricordare”.
Le immagini, provenienti da collezioni private, sono state prestate per raccontare la vita e gli accadimenti “intorno alla fontana” di piazza Umberto durante gli anni Sessanta e Settanta, quando il giardino costituiva uno dei principali punti di ritrovo soprattutto della gioventù universitaria.

“Gli anni Settanta sono sempre stati considerati violenti – ha sottolineato Daniele Trevisi – ma questo era solo uno degli aspetti che caratterizzava quel particolare periodo storico. Era necessario raccontare anche altro, per mettere in evidenza l’interesse nel voler ricercare una differenza”.

“Quando qualche mese fa abbiamo lanciato l’appello per festeggiare il 25 aprile 1813 non pensavamo di raccogliere tante adesioni – ha detto il presidente dell’associazione Il Murattiano, Franco Neglia – C’è una grande fame di memoria come occasione per interrogarsi sul presente”.

La mostra, allestita presso l’ex Palazzo delle Poste è stata inaugurata il 28 febbraio 2012, resterà aperta fino al 12 marzo dalle ore 8 alle 20, con ingresso libero.

Per informazioni: e-mail: biblioteca@bcr.puglia.it  080- 540.27.70 – Twitter: @TecaMediterrane – YouTube: Teca del Mediterraneo – Facebook:    Biblioteca Cons. Reg. Puglia. http://biblioteca.consiglio.puglia.it

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