Diritto allo studio: Profumo ci ripensa…anzi no, rinvia tutto!

Gli studenti in rivolta cantano vittoria
‘‘Il prossimo 21 febbraio il decreto sulle borse di studio si farà per dare più risorse al diritto allo studio”: queste le parole pronunciate ieri dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, al termine delle Conferenze Stato-Regioni e Unificata. Parole stonate rispetto alla musica dei giorni scorsi, parole in controsenso con il provvedimento che stava per essere approvato in fretta e furia.
Per fortuna a fermare lo scempio ci hanno pensato gli studenti in rivolta, i Rettori degli Atenei del sud e lo stesso Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. Profumo e il suo staff hanno dunque una settimana di tempo per rivedere i parametri Isee e i criteri di merito da applicare alle nuove borse di studio, e per trovare una soluzione e incrementare le risorse.
Oggi le borse di studio sono 117 mila e l’obiettivo del ministero è portarle tra le 135 mila e le 140 mila, con un aumento del 20%. “Guarderemo con particolare attenzione – ha spiegato il Ministro – ai fuorisede e agli studenti che hanno fatto un percorso all’estero“.
Insensate quindi per il Ministro le proteste di questi giorni degli studenti: “non hanno capito – dice – non sono venuti agli incontri e poi, in questo momento, c’é anche un chiaro clima elettorale“.
Non la vedono allo stesso modo gli studenti di Bari che temono una strumentalizzazione a scopo elettorale di Profumo, che cercherà di portare a casa un risultato a tre giorni dal termine della campagna elettorale. “Ora è necessario aprire un confronto sul tema – dicono i ragazzi – con tempi adeguati e serietà nel confronto”. Per questo hanno convocato un’assemblea per martedì 12 all’Ex Cum di Via Amendola, per costruire dal basso una definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e portare all’attenzione del Ministro una proposta.
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