Intervista al fotografo Paolo Lorusso

Paolo l'ossimoro continuo
Se il bello è soggettivo, la bravura non può essere discussa e quando uno è bravo è giusto che se ne parli. E’ il caso del fotografo barese Paolo Lorusso che vanta pubblicazioni su Vogue Sposa, Sposabella, Il Matrimonio Perfetto, Nozze In, White Sposa, AD e collaborazioni con i più importanti atelier fotografici del capoluogo pugliese. Dietro occhi vispi e sfuggenti, dietro l’aspetto di un giovane 40enne, si celano un grande senso dell’ironia, una spiccata sensibilità e una prospettiva raffinata che si traducono in incantevoli scatti fotografici. L’aggettivo incantevole non è un modo cortese per definire delle fotografie che piacciono, ma è proprio la parola adatta per descrivere l’emozione che si prova guardando foto che spesso colgono solo un dettaglio, ma che nell’insieme sanno raccontare storie. Paolo è un ossimoro continuo: non parla e racconta, non ti guarda ma immortala il tuo lato migliore, eclettico nella sua semplicità.
D – Quando e come ti sei avvicinato alla fotografia?
R – Ho maturato la mia passione per la fotografia fin dal momento in cui ho avuto in regalo la mia prima macchinetta fotografica, una compattina, della quale non ricordo nemmeno la marca per quanto fosse sconosciuta, che mio padre ebbe da un suo cliente. La passione per l’arte l’ho affinata e maturata con la scelta del mio indirizzo scolastico – il liceo artistico n.d.r.- che mi ha aiutato a crescere. Mi ha sempre affascinato la possibilità di conservare i ricordi su carta, rendere percepibile a tutti la mia visione di un particolare momento o oggetto da me vissuto o osservato.
D – Per fare belle fotografia ci vogliono gli strumenti adatti, una buona tecnica e …?
R – Un fattore “X” che racchiude tante altre piccole cose, che ti dia la possibilità di comunicare con chi guarda la foto perché, per me, principalmente la fotografia è comunicazione. Comunicare un’ emozione , il calore o l’amarezza di una situazione, saper trasmettere, raccontare, per poter conservare immutato nel tempo il ricordo di un istante. Spesso dico che siamo “portatori sani di sana malinconia”.
D – Lavori molto con i matrimoni, ma chi si rivolge a te chiede un servizio fotografico diverso: vuole conservare non foto in posa, ma attimi, sguardi, gesti che tra le emozioni e la confusione di quel giorno potrebbero andare perduti. Il tuo modo di cogliere i dettagli e quindi la tua “arte” acquisiscono un ruolo di grande responsabilità, qual è il segreto per immortalare con un click momenti così significativi e non lasciare delusi i tuoi clienti?
R –Fin dal primissimo contatto che ho con gli sposi cerco di instaurare un dialogo affinché possa rendermi strumento dei loro sogni. Ho bisogno di entrare in sintonia con loro; sapere cosa pensano, cosa li entusiasma nella vita , capire i loro caratteri: sposa romantica? Sposo spiritoso? Hanno legami particolari per luoghi o persone?. Ecco, dal quel momento inizia il mio lavoro , attraverso le loro parole il loro raccontarsi io cerco di entrare nei loro desideri, assumo un atteggiamento differente dal solito servizio matrimoniale definito “classico” o “posato”, non sono il regista della giornata, non sono il protagonista, ma colui che confondendosi tra la gente, partecipa all’evento ma rimane sempre professionista. Poi la mia esperienza riesce a fare il resto catturando le situazioni che a loro potrebbero essere sfuggite nella confusione del momento, ma che ritroveranno come vissute appieno in quel giorno speciale.
D – Hai mai ricevuto richieste bizzarre per un matrimonio?
R – Diciamo che ho proposto cose bizzarre, per esempio un elicotterino per scene dall’alto! Quasi tutti i matrimoni hanno qualcosa di bizzarro e a me piace “giocare”. Un matrimonio al quale sono molto affezionato è quello di una coppia che aveva tra gli invitati molti amici di diversa nazionalità , è stato bello veder partecipare ognuno con l’abito tradizionale del proprio paese d’origine: un mosaico umano di volti e colori, allegro e vivace, una scelta difficile quella delle foto per creare l’album.
D – Chi ti conosce nell’ambito professionale sa bene che non lavori solo per coppie di sposi, ma i tuoi book fotografici raccontano altre storie e sfogliandoli si può percepire un senso di libertà. Potresti esprimere in tre parole cosa vuoi trasmettere attraverso le tue foto?
R – Aderenza alla realtà con il foto reportage. Esaltazione del movimento e leggerezza di un abito durante le sfilate di moda : è importante in questo contesto concentrare l’occhio sull’abito , unico protagonista, e non sulla modella. Mi piace accendere la curiosità nello spettatore, giocare oltre che trasmettere un messaggio e questo lo faccio spesso con i cartelloni pubblicitari o le locandine di un evento , senza dimenticare di esprimere chiarezza nell’ “invito -immagine”. Nelle mie foto trovate me stesso.
D – Vanti collaborazioni e pubblicazioni di rilievo, quali sono i tuoi prossimi programmi?
R – I programmi futuri vertono tutti alla crescita professionale, al continuo studiare anche nuove forme di comunicazione attraverso nuovi mezzi, attraverso e con i giovani. Il mondo va avanti, non si ferma, non possiamo fermarci, questa professione ti “costringe” ad essere in continuo movimento, ad aggiornarti e anticipare le idee…stimolante!
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito