Piano edilizia scolastica, Puglia “dimenticata”

“Uno smacco che umilia il sistema scuola meridionale e pugliese”
“Siamo di fronte all’ennesimo smacco, a una vergognosa disparità di trattamento che umilia il sistema scuola meridionale e pugliese”.
Gianni Verga, Segretario Generale della UIL Scuola Puglia, bolla come “inaccettabile sperequazione di denaro pubblico” la delibera del Cipe pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale che destina appena 150mila euro, per un totale di 3 interventi a favore di altrettanti istituti, all’edilizia scolastica regionale.
“Una miseria – attacca ancora il Segretario regionale della categoria della UIL – per intenderci appena un terzo rispetto, ad esempio, a quanto previsto per la Valle d’Aosta, con tutto il rispetto una formichina rispetto ai numeri del personale scolastico e della popolazione studentesca pugliese. E ancora: 250 volte meno di quanto destinato alla Lombardia, un terzo del Trentino Alto Adige… Per tacere di come il Ministero abbia ‘dimenticato’ le zone sismiche del Sud, benché la legge prevedesse un ‘Piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici con particolare riguardo a quelli delle zone soggette a rischio sismico’. Territori che così oltre al danno dei tanti plessi perduti a causa dei terremoti degli ultimi tempi, che tuttora causano situazioni di estremo disagio, si ritroveranno a convivere con la beffa di dover attendere chissà quanto tempo prima di vederli risorgere”.
Verga sottolinea come “nonostante la pioggia di tagli a cui il governo Monti ha sottoposto il sistema scuola, penalizzando in particolar modo quello meridionale, in Puglia e in altre regioni del Sud si sia comunque riusciti grazie al grande senso del dovere di personale Ata, docenti e dirigenti scolastici, ad offrire un servizio di eccellenza, rispettando il patto con le famiglie. Eppure questi sforzi, che hanno mantenuto il Paese e la Puglia, a dispetto di qualsiasi motivazione ragionieristica, ad un livello formativo competitivo, vengono ricompensati con uno sberleffo inconcepibile”.
“Si continua a scavare – conclude Verga – una trincea tra Nord e Sud il cui conto, salatissimo, viene pagato quotidianamente dal personale scolastico, costretto a lavorare in condizioni indicibili e che verrà inesorabilmente presentato alle prossime generazioni, che rischiano di essere vittime di un’offerta formativa inadeguata all’ingresso nel mercato occupazionale”
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