Premio Mimmo Bucci, l’intervista alla mamma

La Redazione

Francesca Lozito parla di Mimmo, del suo rapporto con Bari, della kermesse

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E’ giunto alla quinta edizione “Il premio Mimmo Bucci”, Festival nazionale della musica emergente genere pop-rock, la cui serata finale si svolgerà domani 5 gennaio alle 20.30 al Teatro Royal di Bari. Ancora una volta, con l’ impegno costante di “Radiosoundcity” e dell’Associazione “Smart x Mimmo Bucci” la città ricorderà uno dei suoi figli strappato tragicamente alla musica prima che alla vita.

La kermesse musicale vedrà protagonisti alcuni giovani talenti che si esibiranno di fronte ad una ricca giuria composta da giornalisti, critici musicali, produttori. A presentare la serata lo staff di Radiosoundcity, diretta da Francesco Loconsole, grande amico di Mimmo Bucci e autore di quasi tutti i brani da lui incisi.

Scomparso il 15 maggio del 2007 a soli 31 anni per un fatale incidente stradale Mimmo Bucci, noto come cantante di una delle più apprezzate cover band di Vasco Rossi – “La combriccola di Vasco”, rimane ancora oggi vivo nella memoria di tutti, monito di forza e di speranza.

Abbiamo intervistato per l’occasione Francesca Lozito, mamma di Mimmo, nonché fondatrice dell’associazione “Smart x Mimmo Bucci”.

D: Signora Lozito come nasce l’associazione “Smart x Mimmo Bucci” ed in che modo è riuscita, in questi anni, ad affermarsi come punto di riferimento per i giovani del territorio?

R: All’indomani della tragedia gli amici di Mimmo hanno voluto ricordarlo cercando di portare a termine alcuni progetti già in cantiere, a cominciare dal ripristino di Radio Sound City come web radio grazie alla perseveranza di Francesco Loconsole. L’associazione nasce come omaggio alla forza e alla caparbietà di Mimmo che ha sempre creduto in ciò che faceva. A questo si unisce l’arte e la creatività che cerchiamo di promuovere attraverso la realizzazione di corsi di chitarra e spettacoli allestiti da compagnie teatrali. Ogni volta che si propone qualcosa dedicata all’arte io so che lui c’è.

D: Siete giunti alla quinta edizione del “Premio Mimmo Bucci”. Si sarebbe mai aspettata una tale continuità e costanza?

R: Ci speravo, e grazie a validi collaboratori come Francesco Loconsole e Rosa Scarpa siamo arrivati sino ad oggi. L’impegno è notevole anche perché le varie fasi del concorso, dalla pubblicazione del bando alle diverse preselezioni, hanno inizio già da settembre. Va via molto tempo tra le richieste alle istituzioni e la ricerca degli sponsor.

D: Nell’arco di cinque anni cosa è cambiato dalla prima edizione?

R: Fortunatamente non abbiamo mai visto un calo di interesse ed entusiasmo, nè da parte di chi da tempo ci aiuta in questo progetto né da parte del pubblico che ci segue. Un ringraziamento speciale va al Sindaco di Bari Michele Emiliano che ha preso a cuore la storia di Mimmo e ci incoraggia e ci sprona ogni anno ad andare avanti nella realizzazione di questo evento. Sicuramente avrei sperato di far diventare il “Premio Mimmo Bucci” un concorso con maggiore visibilità a livello nazionale ma ci vuole qualcuno che investe soldi. Questo è quello che riusciamo a fare noi nel nostro piccolo.

D: Qual era il rapporto di Mimmo con Bari, la sua città?

R: Mimmo faceva un po’ a cazzotti con il territorio anche se veniva sempre seguito da un consolidato pubblico. Riceveva però molte più soddisfazioni nel Salento o fuori dalla regione. In patria nessuno è profeta, diceva, e ogni volta che riceveva una delusione o non veniva capito si rifugiava nella musica per poi ritornare a combattere con la sua grinta di sempre. Oggi la città lo ricorda con gioia nella nostalgia dei tempi ormai passati.

D: Sono trascorsi quasi 6 anni e non è detto ancora concluso l’iter giudiziario che vede coinvolti i responsabili dell’incidente, all’epoca dei fatti sotto effetto di stupefacenti. Pensa che potrà esisterà giustizia in grado di restituire dignità e rispetto ad una vita spezzata così brutalmente?

R: Purtroppo non credo più nella giustizia barese, ne sono profondamente delusa. Ma pensando a Mimmo sorrido…alla fine la giustizia terrena non me lo potrà ridare.

D: Se Mimmo oggi salisse sul Palco di questa straordinaria manifestazione cosa direbbe ai giovani emergenti in concorso?

R: Sicuramente direbbe loro di non mollare, di credere sempre nei propri sogni perché nulla è irrealizzabile, bisogna combattere e non abbattersi alle prime difficoltà. Ci vuole tenacia e grinta, le stesse che rendevano Mimmo così speciale.

D:Ci lasci con il ricordo più bello che ha di suo figlio.

R: La sua risata, la sua ironia e vitalità, il suo profondo amore per la musica. Ricordo quel 31 marzo 2007 quando suonò con i musicisti di Vasco…ricordo i suoi occhi e come brillavano.

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