Legambiente boccia Bari in quanto ad edilizia scolastica

Le scuole baresi sono le meno sicure d’Italia dopo quelle di Trapani
Un’edilizia scolastica vecchia e ferma agli storici problemi legati alla sicurezza. È quanto emerge in sintesi dalla XIII edizione di Ecosistema Scuola, il rapporto sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado realizzato da Legambiente anche quest’anno.
Nonostante le scosse di terremoto siano sempre più frequenti in tutta Italia, la fotografia scattata da Legambiente ritrae edifici vecchi che non rispettano le norme antisismiche. Dall’indagine emerge, infatti, che su 7.139 edifici scolastici di competenza dei comuni capoluogo di provincia presi in esame, circa il 60% è stato costruito prima del 1974, anno dell’entrata in vigore della normativa antisismica, mentre solo il 7% negli ultimi 20 anni. In particolare i nuovi edifici non sono costruiti secondo le tecniche sostenibili e innovative. Solo l’8,22% risulta costruito con criteri antisismici e lo 0,47% secondo criteri della bioedilizia.
Scendendo nel dettaglio, in Puglia, il patrimonio immobiliare scolastico risulta per il 51,26% costruito prima del 1974 con una percentuale del 10,69% edificato tra il 1991 e il 2011. Nessun edificio costruito secondo i criteri della bioedilizia, solo un 1,05% con criteri antisismici. Gli edifici che hanno goduto di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni sono il 37,04% mentre quelli in attesa di interventi di manutenzione urgente sono ancora il 40,61%. Sotto la media nazionale il dato sugli investimenti per la manutenzione ordinaria, poco sopra quello per l’ordinaria.
“Dal dossier Ecosistema Scuola 2012 – dichiara Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia – Lecce risulta la prima città del sud in graduatoria, piazzandosi al 23º posto della classifica generale, mentre Bari si colloca al 67º posto. Fra i capoluoghi pugliesi si distingue Brindisi, per la somministrazione di pasti interamente biologici nelle mense scolastiche. Invece fra le città più deficitarie sul fronte della messa in sicurezza nelle scuole troviamo Bari, al secondo posto della classifica nazionale, con scuole maggiormente esposte a fonti d’inquinamento interno come l’amianto e il radon, fonti d’inquinamento atmosferico, elettromagnetismo, inquinamento acustico e industriale. Sul fronte della raccolta differenziata, invece, la situazione in Puglia è positiva: vetro, pile, carta e toner nei capoluoghi sono tutti differenziati per il 70,56%, valore sopra la media degli stessi materiali mentre non è prevista la raccolta dell’organico e quella dell’alluminio si ferma all’11,21%”.
Buoni i segnali sul fronte di alcune buone pratiche e servizi: il 55,07% delle scuole è servito da scuolabus, mentre il 13,57% è dotato di impianti ad energia rinnovabile.
Dunque, ancora una volta, si investono soldi su interventi di facciata, lasciando in secondo piano la manutenzione straordinaria, quella che dovrebbe contribuire a rendere davvero migliori gli edifici che ospitano quotidianamente i figli della nostra Terra.
“Per migliorare le condizioni dell’edilizia scolastica – conclude Tarantini – Legambiente chiede il monitoraggio costante degli edifici, risorse versate con continuità alle scuole e una ridefinizione delle competenze e dei ruoli degli Enti per completare definitivamente l’anagrafe scolastica. Se da un lato cresce la consapevolezza dell’importanza dell’edilizia scolastica come infrastruttura strategica del nostro Paese dall’altro occorre, però, andare oltre l’emergenza per parlare di come devono essere le nostre scuole del futuro: sicure, in classe energetica A, belle, educative e aperte al territorio. Per far questo bisognerà innanzitutto svincolare dal patto di stabilità gli interventi destinati alla messa in sicurezza delle scuole e poi avviare un dialogo con Ministero, Enti locali e soggetti della società civile per definire linee guida comuni verso le quali indirizzare la programmazione degli interventi e le risorse destinate ai nostri edifici scolastici”.
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