“Se Matera avesse il mare”: spopola il corto sull’annessione di Matera alla provincia di Bari

L'ironico corso di formazione per diventare baresi mette in crisi un materano
Il ridimensionamento delle province previsto nella spending review e la conseguente abolizione della provincia di Matera, hanno rappresentato un vero e proprio terremoto d’animi nei lucani. Poco male -volendo guardare il lato positivo-, considerando che la Basilicata è stata vista in più occasioni come “la bella addormentata” d’Italia. “Matera si muove”, non a caso, è lo slogan lanciato da un comitato di cittadini che ha pensato ad una raccolta firme per chiedere il confluimento della città di Matera nella futura (prevista per il 2014, ndr) area metropolitana di Bari. Ipotesi che il Primo Cittadino barese ha accolto favorevolmente, aprendosi alla città di Matera con un post su Facebook qualche settimana fa, in cui Emiliano stesso si dichiarava pronto ad accogliere la città di Matera.
Ma quanto sono pronti i cittadini materani a diventare pugliesi? A smorzare i toni polemici della vicenda e ad amplificare la voce di questa volontà, ci ha pensato un regista della città dei Sassi, Vito Cea, che dall’idea di Antonio Stornaiolo e con la collaborazione di Luigia Caringella e Antonio Andrisani, ha messo su un cortometraggio prodotto da Rvm di Matera su un testo di Antonio Andrisani e Paolo Tritto. Il titolo è “Se Matera avesse il mare” e ha registrato oltre 20mila visualizzazioni nel giro di poco tempo. Tra l’essere provincia di Potenza o di Bari, il protagonista del corto opta per quella di Bari, e si rivolge all’istituto di formazione “Polpo Form” per avere le nozioni utili a diventare barese. Può scegliere tra il livello “junior” -per gli studenti universitari fuori sede-, il livello “basic” e il livello “estremo”, che dà la consacrazione ufficiale. Dell’ironia fanno parte anche le abitudini baresi: la consulente di “Polpo Form”, infatti, chiede al “Basilicatese/ Basilico” se mangia il pesce crudo, se è in grado di affrontare l’apnea per le immersioni (“per andare a fare i ricci”), se ha fatto “l’antitetanica per un’eventuale mazzata di coltello”, e gli presenta i lati positivi: “il Petruzzelli, il lungomare, i negozi di scarpe, la Feltrinelli, Nichi Vendola, Albano, Anna Oxa, il Parco 2 Giugno, la Basilica di San Nicola, il Policlinico e l’ospedale Miulli”. Al netto dei Sassi di Matera, delle Tavole Palatine e del petrolio, un confronto che spiazza il protagonista del cortometraggio, confondendogli le idee.
L’allettante ipotesi di migrazione alla provincia di Bari, quindi, si trasforma in una riflessione verosimilmente drammatica: una controversia emotiva tra prospetto di nuovi scenari e radicamento alle origini nasce infatti nel momento in cui la consulente chiede al materano quale sia il beneficio che i lucani traggono dal petrolio. La risposta, al limite tra l’ironia e la forzata consolazione, è nella “carta idrocarburi – bonus benzina di 100E” che i lucani (solo quelli patentati, ndr) riceveranno a Natale.
Nessuna voglia di far parte della provincia di Potenza, dunque. I materani rivendicano un’autonomia necessaria alla Basilicata, e lo dimostrano anche con le manifestazioni in corso in queste ore. Ma se è vero che per far parte della provincia di Bari siano necessari dei requisiti di omologazione, beh, con questo corto i materani hanno sicuramente dimostrato di avere l’ironia che, per antonomasia, è propria dei baresi.
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