Cronaca

Avevano rinchiuso un commerciante in una cella frigorifera, arrestati

la Redazione
Accusati di rapina, lesioni gravi ed estorsione. Appartengono al clan Strisciuglio
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Nella mattinata di ieri, a Bari, la Squadra Mobile ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Bari, nei confronti di Giorgio GERNONE, di anni 18 e Nicola VOLPE, di anni 26. Gli arrestati, entrambi con precedenti di polizia, ritenuti contigui al clan Strisciuglio, sono ritenuti responsabili di rapina aggravata, lesioni personali gravi e tentata estorsione ai danni di un commerciante di prodotti ittici, del mercato rionale, sito nell’ex manifattura tabacchi, nel rione Libertà.

Il 26 settembre scorso, alle ore 13,00 circa, orario in cui il luogo era pieno di venditori e di clienti, i due hanno avvicinato il commerciante, forzandolo ad entrare all’interno del box in cui esercita la propria attività, e lo hanno costretto, con inaudita violenza, a consegnare l’incasso della giornata, ammontante a circa 500 euro.

Prima di allontanarsi lo hanno anche rinchiuso all’interno di un frigo-congelatore, minacciandolo di morte se l’indomani non avesse consegnato la somma di 3.000 euro. Come poi effettivamente accertato, i due, il giorno dopo, si sono presentati al mercato per riscuotere la tangente, ma non hanno verificato la presenza della vittima, poichè il pescivendolo era ricoverato in ospedale per le lesioni subite.

L’attività investigativa, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, che è stata resa particolarmente difficoltosa dal comportamento omertoso degli altri commercianti e dei testimoni, ha comunque consentito di acquisire concreti elementi di reità nei confronti degli autori del violento episodio,  grazie alla coraggiosa denuncia della vittima, che ha riportato gravi lesioni, tra cui un indebolimento permanente dell’udito, e alle altrettanto coraggiose informazioni fornite da testimoni oculari, che hanno collaborato fattivamente con la Polizia. Le indagini, inoltre, hanno documentato che l’azione violenta è stata motivata, oltre che dall’intenzione di imporre il pagamento del pizzo al predetto commerciante, di dare, probabilmente, un segnale agli altri titolari di esercizi commerciali all’interno del mercato coperto del quartiere Libertà.

giovedì 8 Novembre 2012

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