Cultura

Alan Mathison Turing: l’indecidibilità della vita

Marika Monaco
Quando un uomo è in grado di modificare miliardi di vite
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Matematico, logico, crittoanalista, uno dei padri fondatori dell'informatica ed uno dei più grandi genii del XX secolo. A lui quest'oggi l'Università degli studi di Bari "Aldo Moro" ha dedicato un'intera, meritatissima, giornata. Nel Salone degli Affreschi dell'università barese si è riunito un vasto gruppo di professori per onorarlo; il tutto diretto dal coordinatore dell'indirizzo di Dottorato in Storia della Scienza: Augusto Garuccio.
Personalità eccentrica e complessa, Alan Mathison Turing, è riuscito a sviluppare capacità al di fuori dal comune sin dalla giovane età.

In pochi lo sanno, ma fu di vitale importanza nel corso della

seconda guerra mondiale grazie alla creazione della sua "bomba", una macchina in grado di decriptare i messaggi in codice tedeschi, a Bletchley Park dove era stato "arruolato" come crittografo.

Fu uno dei pochi a rendere semplice concetti incomprensibili per l'epoca ( e non solo).

"Turing è riuscito a 'banalizzare' il concetto tecnico" ha affermato il professor Giuseppe Mastronardi del dipartimento di Elettrotecnica ed Elettronica del Politecnico di Bari parlando di questa sua creazione. Ciò, inoltre, denota una grande conoscenza, senza la quale il tutto non potrebbe essere elaborato con così tanta semplicità.
Egli fu un uomo dai molteplici interessi, amante degli scacchi (addirittura ne creò uno dei primi programmi per giocarvici) fu anche un grande atleta.
Ma è nell'ultimo periodo della sua vita che darà il meglio di sè.
In questo periodo, fu affascinato dalla formula della crescita degli esseri viventi, creerà i primi calcolatori informatici e realizzerà il concetto di indecibilità.
Diede anche molti contributi alla traduzione automatica. Chi di noi oggi non ne usufruisce digitando distrattamente qualche parola su un motore di ricerca? A noi appare scontato, ma è anche grazie a lui se è possibile.

42 anni: "l'età in cui si è consumata la sua massima creativà" . Un pò come fu per Galileo Galilei. Due genii con vite ed esiti completamente diversi.
Sulla cattedra universitaria era riposto un cesto con delle mele; simbolo ed elogio della tragica morta di Alan: affascinato a tal punto dalla fiaba di Biancaneve decise di morire suicida dopo aver ingerito una mela avvelenata che pose fine a tutte le tragiche accuse che gli vennero inflitte.

Turing era inoltre convinto che, entro l'anno 2000, sarebbero state create macchine in grado di replicare la mente umana. Chissà cosa avrebbe pensato adesso? Chissà cosa avrebbe pensato nell'aver visto evolvere così le sue "piccole" grandi creature. Chissà se era a conoscenza d'aver creato l'essenza di quella che oggi è pura tecnologia.

venerdì 5 Ottobre 2012

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