Attualità

Università, libro con prefazione di Vendola come testo consigliato: precisazioni e repliche

Mariangela Lacriola
Il prof. Pannarale: "nessuna protesta in commissione didattica". Azione Universitaria: "siamo stati sollecitati dagli studenti"
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Qualche giorno fa aveva fatto scalpore la notizia del professore di Sociologia del Diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza, Luigi Pannarale, che aveva "imposto" ai propri studenti l'adozione di un libro con prefazione del Governatore Pugliese Nichi Vendola al fine di superare l'esame. A sollevare la questione fu l'Associazione studentesca Azione Universitaria, considerando la mossa del presidente dell Regione  "uno strumento per promuovere le proprie idee sui diritti delle comunità gay a fini propagandistici e allo stesso tempo per sottolineare il disagio dello studente nel farsi interrogare su un testo politico che non ha alcun intento formativo".

A fare chiarezza ci prova il docente "incriminato" con un'intervista rilasciata a "barinedita.it", spiegando che il libro sotto inchiesta fa parte del programma da due anni accademici, nel corso dei quali ci sono state ben quindici riunioni della commissione didattica per discutere dei testi da adottare. Durante le riunioni della commissione didattica sono stati presenti i rappresentanti di tutte le associazioni studentesche, tra cui Azione Universitaria e mai nessuno ha protestato quando ha pubblicamente deciso di adottare “Lezioni sui diritti”.

Spiega anche che non è la prima volta che un testo universitario abbia la firma in prefazione di un Governatore, dato che concedere uno spazio al presidente della Regione in carica è una cortesia istituzionale consuetudinaria in Italia, visto che questi libri sono parzialmente finanziati con fondi regionali. Il professore aggiunge e ribadisce che i nomi contenuti nel libro sono troppo importanti per pensare che il pensiero di Vendola possa "cambiarne il senso".

Per capirci meglio: i saggi non hanno tutti la stessa matrice ideologica. Il libro presenta una grande varietà di idee politiche, alcune delle quali non possono affatto definirsi né di sinistra né vendoliane.

Immediate le precisazioni dell'Associazione Studentesca Azione Universitaria che, in una nota, sottolinea: "nessuno di noi ha mai messo in discussione la  professionalità e la disponibilità del Prof. Pannarale, il quale si è più volte distinto sia per il suo contributo di studioso ed intellettuale, sia per le numerose manifestazioni culturali ed iniziative anche promosse da questa Associazione, mostrandosi sempre aperto al dialogo e disposto al dibattito in qualsiasi sede, tanto istituzionale quanto informale, con noi, con le altre associazioni e con gli studenti in generale.

Non ci appartiene la teoria del “criticare a prescindere”, ma nel caso in questione abbiamo segnalato la vicenda poiché sollecitati dagli studenti e perché non condividiamo l’utilizzo di un testo consigliato che è frutto di una manifestazione espressamente di parte, nella quale, su alcune delle tematiche affrontate, non si intravede alcuna apertura ad un contraddittorio, ma una presa di posizione senza se e senza ma. Rispediamo al mittente la solita demagogia spicciola di chi, negli ultimi giorni, si é comodamente divertito a “speculare” sulla vicenda per mera propaganda pre-elettorale, spacciando la critica al testo come un attacco personale nei confronti del docente.  Respingiamo, inoltre, con tutta la nostra forza, l’ipocrisia di quei docenti che, senza manco parlarci in faccia o lasciare una dichiarazione ai giornalisti, nei corridoi e nei loro studi, si sono celati dietro la più facile ed immediata delle cose da fare in difesa della categoria, l’accusa di censura, ergendosi con l’ausilio di altre associazioni studentesche, ad unici strenui difensori della libertà di insegnamento, di espressione e di pensiero, (solo se è lo stesso loro però), che nessuno di noi ha mai messo in discussione.

"Ci rattrista constatare per l’ennesima volta – continuano i rappresentanti dell'Associazione – che, c’è ancora chi, in questa Università, ama trincerarsi dietro la Costituzione e le leggi italiane solo quando gli conviene. È anche vero, continua l'Associazione, che la dicitura espressamente prevista dalla legge "Testi consigliati" sui programmi di insegnamento, in teoria, non imporrebbe agli studenti, nessuno dei manuali suggeriti nei programmi d’insegnamento, salvo specificare, immediatamente sotto, i capitoli da studiare per ogni testo “consigliato”, i manuali “consigliati” da studiare integralmente e bocciare gli studenti alla domanda: "Da che libro hai studiato?”.  Si, perché, esattamente come è vero che i testi consigliati nei programmi per definizione non sono imposti, è anche vero, però, che nella stragrande maggioranza dei casi portano la firma degli stessi docenti titolari dei corsi d’insegnamento. In molte occasioni, i rappresentanti di Azione Universitaria, negli organi in cui è presente, hanno evidenziato questo assurdo controsenso, e ogni volta nessun docente ci ha dato ragione o si è speso in maniera appassionata per chiarire il significato letterale del termine “consigliato”.

mercoledì 3 Ottobre 2012

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Gioa Lamanna
Gioa Lamanna
9 anni fa

Interessante, questi libri sono finanziati dalla Regione, questa non la sapevo. E con quale bando? E sopratutto con quali criteri selezionate scrittori meritevoli o no di “aiuto”. Ecco perchè i soldi delle tasse non bastano mai!