Politica

L’assessore Giannini: la TARSU è un obbligo, non una scelta. Ma la città rimane sporca

Davide Impicciatore
L'assessore all'economia spiega l'aumento della TARSU del 30%
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Non si può definire l’operazione fatta sulla TARSU in maniera avulsa dal contesto dell’operazione del risanamento del bilancio”. Così Giovanni Giannini, Assessore all’Economia del Comune di Bari, ha aperto questa mattina la conferenza stampa tenutasi a Palazzo di Città per discutere, insieme al Presidente dell’AMIU, Gianfranco Grandaliano, del problema della TARSU (la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, ndr), che in questo periodo sta sconvolgendo le case – e le tasche – dei cittadini baresi.

“Il settore dell’igiene pubblica è un settore molto delicato, – ha continuato il Giannini – tutti i comuni italiani hanno l’obbligo di coprire il costo del servizio con gli introiti della TARSU, rispondendo a chi denuncia l’aumento come ingiustificato visti anche gli introiti realizzati dal comune con l’IMU che, ribadiamo, non può essere utilizzata per legge a coprire i costi del servizio d’igiene urbana”.

Così, la conferenza stampa dell’Assessore è servita a chiarire, almeno in parte, la situazione economica del comune barese, sostenendo che l’aumento della TARSU del 30% (come anche noi di Barilive.it avevamo denunciato in tempi non sospetti) è stata una necessità a causa del taglio di 54 milioni coperto solo in parte con la manovra fiscale del Comune.

L’aumento del 30% della TARSU è dovuto, quindi, al rispetto delle norme statali, fra cui l’art. 117 del testo unico degli Enti Locali e la legge 201 della Manovra Monti, che sono ancora più gravose perché il destinatario di queste leggi è un ente pubblico e non il singolo cittadino.
Ma Giannini ha precisato: “non vogliamo infierire sui cittadini. La TARSU non è una scelta discrezionale, è un obbligo imposto ai comuni, e come i cittadini la pagano anche gli assessori, i consiglieri comunali, il Sindaco…

A questo punto però si è manifestata tutta l’ira dell’Assessore Giannini, indignato per come la protesta cittadina sta prendendo forma, soprattutto sui social network: “sulla bacheca facebook del sindaco ho visto cose non narrabili, non commentabili, inaccettabili e intollerabili non perché protestano ma per i toni e i modi della protesta! Perché ad una protesta civile si risponde come stiamo tentando di rispondere noi oggi”.

Dopo questo tentativo di difesa, l’Assessore ha dato il via all’attacco politico sostenendo che nel 2004 il centro destra aveva progettato (poi non messo più in atto dalla prima amministrazione Emiliano) un aumento della TARSU (evidentemente all’epoca sottoforma di altro tipo di tassazione) del 33% circa, coprendo solo il 61% dei costi del servizio.

"Oggi Bari è allineata alle percentuali ordinarie di copertura del servizio, ma come tariffe a valore assoluto siamo al di sotto di grandi e piccole comunità: le critiche sono ingenerose e noi siamo qui oggi a spiegare le ragioni dell’incremento. Quei soldi hanno un vincolo di destinazione stabilito dalla legge e non servono ad incrementare le entrate del Comune”.

Nonostante la strenua difesa dell’Assessore Comunale Giovanni Giannini sull’aumento della TARSU, c’è qualcosa del servizio pubblico che ancora non funziona bene. O è tutta colpa dei baresi che sono degli incivili e degli zozzoni incalliti?

“La pulizia della città dipende anche dalla collaborazione dei cittadini”, ha esordito Grandaliano subito dopo l’intervento del Giannini, “non dipende solo dall’azienda di pulizia. Il servizio di spazzamento manuale sul territorio è così ripartito: il 30% 7 giorni su 7 nei quartieri centrali della città, il 50% 6 giorni su 7 nelle zone semi-centrali e il 20% è eseguito a giorni alterni in zone periferiche”.

Quindi, ne deduciamo, che la città non è pulita in egual modo e che più ti allontani da Piazza del Ferrarese (definita da Giannini “lavata a sbiancata”) e da Corso Vittorio Emanuele (eh, lì ci passeggiano il Sindaco Emiliano e l’Assessore Paparesta tra gli altri) e più trovi la città sporca? Parrebbe proprio così.
Ma la colpa, a detta del Presidente, è del cittadino. Di quel cittadino che non rispetta gli orari di conferimento dei rifiuti nei cassonetti, di quel cittadino che non attua per niente la raccolta differenziata, di quel cittadino che non raccoglie le deiezioni del proprio cane, di quel cittadino che butta il pezzo di carta a terra quando a dieci metri c’è il cassonetto della spazzatura o getta i rifiuti dai finestrini dei bus o delle autovetture, di quel cittadino che per “passione” incendia e distrugge i cassonetti pubblici. E queste, purtroppo bisogna ammetterlo, son tutte cose vere, cose che accadono ogni giorno nella nostra città.
“Faremo rispettare le regole attraverso sanzioni”, dicono in coro Giannini e Grandaliano, “perché le campagne di sensibilizzazione e gli spot non bastano più!”. Finalmente qualcuno se n’è accorto. Ma quali sanzioni verranno applicate? E da chi? E soprattutto, come e quando?

“Le multe ci sono, solo che non sono sufficienti le forze dell’ordine”, ha giustificato l’Assessore. E allora siamo punto e a capo.

Insomma, si torna sempre al punto di prima: la colpa non è dell’AMIU ma sempre del cittadino barese: “l’Operatore Ecologico”, si è precisato, “deve rimuovere il piccolo rifiuto gettato occasionalmente o la foglia, in un chilometro e mezzo al massimo in un giorno. Invece i nostri operatori ecologici si trovano spesso davanti a situazioni di bonifica ambientale (si vedano le migliaia bottiglie presenti di sera sul parapetto del lungomare o i cartoni e gli escrementi nei parchi e nelle piazze pubbliche) e l’O.E. non basta più”.

Quindi, anche con l’aumento della TARSU, non sono previsti miglioramenti del servizio, poiché “l’organico è sufficiente alle esigenze ordinarie della città e l’AMIU fa il proprio dovere”, come ha tenuto a precisare il Grandaliano.
Non cambia nulla, non cambierà nulla. Pagheremo perché la legge dice che bisogna pagare ma le strade di Bari molto difficilmente saranno ripulite.

Una buona notizia: “sulla TARSU si possono avere delle riduzioni e delle esenzioni. Ci sono agevolazioni per i disoccupati, per i single, per i pensionati…”, spiega Giannini, solo che il cittadino si deve procurare il regolamento e studiarselo.

Per ora l’unica cosa che possono fare i cittadini è “segnalare all’AMIU quali operatori non fanno il proprio lavoro e quali sono i problemi da risolvere nella città, in modo costruttivo e civile”.

Noi dobbiamo scovare i problemi e magari anche trovare una soluzione. Loro intanto aumentano le tasse.

lunedì 3 Settembre 2012

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antonio giacomelli
antonio giacomelli
9 anni fa

andate tutti a casa- vedrete la sorpresa che ci sarà a primavera 2013- farabutt voi appoggiate monti-

maurizio canessa
maurizio canessa
9 anni fa

se il costo dell’AMIU è superiore ai ricavi della Tarsu l’amministrazione ha due strade: iniziare a ridurre il costo di funzionamento dell’amiu o alzare la Tarsu; scegliere la seconda strada è più facile: non si discute con sindacalisti, amici degli amici, fornitori… E il cittadino paga così tutte le inefficienze dell’amministrazione pubblica

roberto gabrieli
roberto gabrieli
9 anni fa

BRAVO DAVIDE IMPACCIATORE …….

roberto gabrieli
roberto gabrieli
9 anni fa

BRAVO DAVIDE IMPACCIATORE …….