Attualità

Statale 16: il miglio grigio

Pasquale Amoruso
Ogni anno innumerevoli incidenti e feriti
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Il miglio grigio richiama alla mente il romanzo Il miglio verde di Stephen King. Se nel romanzo il verde lasciava una briciola di speranza per un futuro migliore, qui il grigio rappresenta non solo il colore dell’asfalto ma soprattutto l’umore di chi quel miglio di strada che fiancheggia San Giorgio è costretto a viverlo quotidianamente. Se in settimana la situazione non è poi così grave, disastrosa diventa nei weekend. Un problema storico quello che riguarda la Statale 16, una delle strade più lunghe in Italia ma soprattutto una delle più vecchie. In particolare il tratto che collega Torre a Mare a Japigia è uno dei più pericolosi in tutta la città. Numerose sono le morti, innumerevoli gli incidenti, infiniti i rischi che quotidianamente i cittadini di Torre a Mare e San Giorgio affrontano. Iniziando dalla corsia di accelerazione praticamente inesistente che da Torre a Mare dovrebbe immettere alla tangenziale, continuando alle immissioni in tangenziale a dir poco assurdi di quelle villette di San Giorgio che si affacciano direttamente sulla tangenziale (irregolari anche per il codice della strada). Il problema è stato più volte denunciato dagli abitanti di San Giorgio e in particolare da Rosaria Balice che nel suo blog aggiorna quotidianamente gli incidenti e purtroppo le vittime che in quel tratto di strada si ripetono con puntuale regolarità.

<<Non conta tanto la quantità dei morti, in una nazione civile in cui si spendono tanti soldi per salvare anche una sola vita. Penso anche ai tanti feriti e incidenti di vario genere, penso che alla scelleratezza del peccato originale dell'allargamento della statale a quattro corsie direttamente nelle proprietà dei frontisti, si aggiunge l'inedia dei responsabili i quali “fanno orecchio da mercante” su un tema così delicato per il quale esiste una strada che non è capace né di servire gli utenti (sempre crescenti), né di servire chi sulla strada ha proprietà da tempi remoti.Mi riferisco ai dirigenti ANAS responsabili direttamente, e mi riferisco ai nostri amministratori che poca cura hanno della qualità della vita di chi risiede sulla statale. Certo le vittime si contano tra gli utenti della strada, ma a queste si uniscono i veri condannati che sono coloro che risiedono nelle abitazioni frontiste ai quali è stato tolto il diritto di vivere e quindi è qui che entrano in ballo le responsabilità degli amministratori locali che a torre a mare vengono a comprare le cozze ed a sciacquarsi le natiche ma senza curarsi se, quando passano sfreccianti sulla statale, creano qualche pericolo oltre che per se stessi, anche per coloro chi qui ci vivono. Io provo tristezza e mortificazione per tutto ciò>>.

Non migliora la situazione dall’altro versante. Venendo dal senso opposto le tre corsie si interrompono all’altezza di Japigia e da lì inizia l’inferno per gli automobilisti e i vacanzieri che, rotolando verso sud, sono obbligati ad affrontare quel tratto di strada senza possibili alternative. Due corsie in cui la percentuale di macchine è la più alta in tutta la città. Un problema quello per i cittadini del Sud barese che si ripete ogni estate.

Ed ora con l’esodo estivo il problema aumenta. Proviamo così a chiedere sempre alla dott.ssa Balice quali possano essere le soluzioni migliori che fino ad oggi sono state programmate:

<>.

I cittadini così si attrezzano diversamente: preferiscono andare a lavoro in moto, ma non sempre c’è la disponibilità economica per affrontare quest’altra spesa, e c’è chi come Luigi Cannone, cittadino e amante di Torre a Mare paradossalmente nel periodo più torrido, mentre tutti migrano verso posti più freschi, decide di trasferirsi nella solitaria città rovente a due passi dal posto di lavoro affidandosi all’aria condizionata e al buon senso di chi dovrebbe risolvere questo problema.

lunedì 20 Agosto 2012

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rosalia balice
rosalia balice
9 anni fa

a leggere questo articolo mi sono quasi commossa,non certo perchè è stato messo in evidenza un mio pensiero (quello in corsivo intendo) ma perchè l’ho scritto tanto tempo fa in un momento di profondo sconforto,in risposta a tutte le porte chiuse in faccia che hanno reso vano i tanti impegni miei e dei residenti,ma è sempre maledettamente attuale. Manifestazioni,tavoli tecnici con l’anas,col prefetto..nulla da fare,la situazione è e rimane tale,nell’incuria dei nostri amministratori che nulla fanno, neanche se trattasi di personalità di spicco che trasmigrano dalla dirigenza anas a quella del comune di bari alla regione puglia etc (il riferimento è per de caro).Il problema va “in letargo” d’inverno e poi scoppia ogni volta più forte e più oppressivo in estate, mentre il progetto di variante (da bari mungivacca a: prima torreamare, poi a mola,poi sarà a lecce) giace in qualche scrivania e viene riesumato solo per le grandi occasioni tipo inaugurazione della fiera del levante!Che schifo