Ferrovie Sud-Est, la Puglia pronta a rilevare la società dallo Stato

L’assessore Minervini: “le cinque ferrovie pugliesi in un unico sistema, ma a delle condizioni”
Le Ferrovie del Sud Est sono un pilastro del sistema della mobilità in Puglia e hanno in cantiere 400 milioni di euro di nuovi investimenti per elettrificazione, interramento e potenziamento della rete. Sono un tassello fondamentale dell’integrazione tra tutti gli operatori ferroviari della Regione, che vuole creare un unico sistema regionale.
Finora l’unico azionista, il Ministero delle Infrastrutture l’ha gestita, ma è prossimo il passaggio alla Regione, che però vuole capire di più riguardo alcuni particolari della gestione.
Questo è stato l’argomento della conferenza stampa di ieri, alla quale hanno partecipato il presidente Vendola e gli assessori Guglielmo Minervini e Michele Pelillo, rispettivamente ai trasporti e al bilancio.
“Le Ferrovie del Sud Est sono un pilastro portante della mobilità pubblica pugliese – ha detto in apertura Minervini – muovono ogni giorno 60mila persone e occupano 1500 addetti, siamo pronti a rilevare la società per realizzare l’obiettivo strategico dell’integrazione delle cinque ferrovie pugliesi all’interno di un unico sistema, ma abbiamo posto al ministero, attuale azionista unico della società, tre condizioni perché questo possa avvenire”.
Il Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83 “Misure urgenti per la crescita del Paese” ha previsto, infatti, l’attivazione delle procedure per il trasferimento della proprietà delle Ferrovie del Sud Est dallo Stato alla Regione Puglia, garantendo una ricapitalizzazione di 20 milioni di euro della società, a condizione che entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del decreto (se convertito in legge), e quindi entro il 24 agosto, sia sottoscritto tra Ministero e Regione l’accordo di trasferimento. In tal caso la regionalizzazione dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2012.
“Nel corso dell’incontro al ministero del 19 luglio – ha spiegato Minervini – abbiamo posto tre condizioni per la definizione dell’accordo di trasferimento, tutte riconducibili allo stato di salute della società. La prima è che il ministero sottoscriva l’accordo transattivo con la regione, che la giunta ha già deliberato a maggio, riguardante un credito vantato dalle Fse nei confronti della Regione Puglia pari a 130 milioni di euro, sul quale si è già pronunciato il Tar riconoscendo le nostre ragioni”.
Tanto è derivato dal fatto che nel 2009 la Regione determinò in favore delle imprese di trasporto pubblico locale l’importo di compensazione secondo gli indici previsti dalla legge. Le disposizioni governative prevedono che il corrispettivo dei contratti di servizio, con i quali è regolata l’erogazione del trasporto pubblico, venga aggiornato ogni anno agli indici di inflazione. La società Fse, dichiarando insufficiente l’ammontare del corrispettivo riconosciuto, propose ricorso dinnanzi al TAR di Bari che, a giugno del 2011, respinse integralmente le pretese della società. Le Fse hanno sempre iscritto in questi anni i crediti vantati dalla Regione nel loro bilancio. Così si è generato uno squilibrio gestionale-finanziario che si è andato accentuando nel corso degli anni, fino a raggiungere proporzioni preoccupanti. Contro la sentenza del Tar, Fse ha proposto ricorso in Consiglio di Stato che ha sospeso gli effetti della sentenza del tribunale amministrativo e riprenderà la discussione della causa a dicembre.
“La seconda condizione – ha continuato Minervini – riguarda la definizione delle pendenze relative ai contenziosi con il personale, che si trascina dal 2000 e attiene a questioni legate al periodo di gestione ministeriale. Queste appesantiscono il bilancio della società per una cifra vicina ai 50 milioni di euro. Questa materia, tutta interna al rapporto tra ministero e società, abbiamo chiesto sia definita prima del passaggio alla regione della società e ci sembra di aver incontrato una certa disponibilità del Ministero”.
L’ultima deriva dalle prime due. “Abbiamo il dubbio – ha puntualizzato Minervini – che queste problematiche non possano essere le uniche, per questo motivo abbiamo chiesto e ottenuto dal Ministero la realizzazione della due diligence, uno strumento che riteniamo per fare chiarezza sulla situazione effettiva dei conti”.
“Le condizioni – ha concluso Minervini – non sono un pretesto per far saltare accordo, la regione ha sollevato le problematiche e si è assunta finora l’onere per affrontare e risolvere il problema, ma ciò non sarebbe possibile se venisse fuori una situazione debitoria sensibilmente diversa da quella percepita. La relazione con il governo si è svolta finora in termini di lealtà e correttezza istituzionale, non possiamo pagare gestioni delle quali noi non abbiamo nessuna responsabilità, e per questo motivo respingiamo sin da ora ogni tentativo di ripianare la situazione facendo ricorso ad altre risorse destinate a investimenti e infrastrutture, come i fondi Fas”.
Secondo l’assessore al Bilancio Pelillo: “con la delibera di giunta di ieri (l’altro ieri, n.d.r.) abbiamo autorizzato il servizio controlli ad aprire la “due diligence” sui conti FSE. Una verifica sullo stato economico, finanziario, patrimoniale e gestionale della società. Occorre però far presente che nel patrimonio di FSE non ci sono i terreni su cui corrono i binari, le stazioni e tutte le pertinenze, che in questi giorni stanno passando anche dal punto di vista burocratico, al demanio ferroviario regionale, quindi alla Regione Puglia. La verifica puntualizzerà così la consistenza di attivi e passivi e del patrimonio della società, che possiede in parte il materiale rotabile e gestisce il personale”.
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