Patti Smith incanta la Feltrinelli

"La verità anche quando è scomoda è sempre vita"
Rock e impegno per provare a immaginare un nuovo pianeta. Lo spirito che da quarant’anni guida Patti Smith si rinnova e rigenera perché c’è sempre da fare, da progettare, da ripensare una società bloccata dai soliti egoismi. Alla Feltrinelli di Bari ha incantato il pubblico con le sue parole e la sua musica, in attesa del concerto di questa sera a Molfetta, sulla Banchina di San Domenico, per il tour del suo ultimo lavoro, ‘Banga‘.
Album dopo album la sacerdotessa del Rock ha scritto pagine memorabili, riflessioni sulla società, su un ambiente troppe volte ferito, su libertà spesso negate: “Dobbiamo essere capaci di mettere in discussione tutto e tutti, anche i governi” tuona la cantante della generazione della grande scuola americana, fatta di parole soppesate e taglienti, visionari percorsi di saggezza.
In ‘Banga’ si parla di sogni, idealistici e reali: “Una notte mi immaginai San Francesco che piangeva per lo stato in cui avevamo ridotto il nostro pianeta. E’ stato il punto di partenza per riflettere su come dobbiamo rispettare la natura e semplificare tutto quello che ci circonda“. Dal messaggio universale del Santo di Assisi ad altri capisaldi della cultura italiana: “In Banga – racconta – ci sono riferimenti a Piero della Francesca e ad Amerigo Vespucci, del quale ho appreso le sue gesta”. Fino all’unicità di Giorgio Gaber che “sto ancora conoscendo“. Un percorso fortemente legato ai drammatici fatti di cronaca del nostro Paese: “L’ispirazione del disco mi è venuta durante una crociera sulla Costa Concordia. Per me è stato uno shock sapere dell’affondamento di quella nave. Lì ho passato tante giornate felici componendo, creando, visitando posti. sono rimasta profondamente colpita dalla perdita di tante vite umane e dal potenziale disastro ambientale. Il mio pensiero è per le vittime di questa tragedia“.
Non solo la Concordia, ma anche Ustica. Sorprende come un’artista straniera rispolveri una pagina drammatica, sempre più dimenticata: “Sono stata a Bologna a vedere il memoriale delle vittime. Non avevo mai pensato di vedere un aereo ricomposto come con tante tessere di un puzzle. Ciò mi ha fatto pensare che dobbiamo sempre ricordarci di quanto ci sia bisogno di verità e giustizia. La verità, anche se scomoda è comunque vita”. Ricordarlo può sembrare scontato, ma non lo è, in un panorama musicale sempre più arido. La sacerdotessa è un oracolo prezioso contro l’ignoranza dei nostri giorni.
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