Riforma elettorale, teatrale confronto tra pd, pdl e udc

L’associazione “A Levante” promotrice dell'incontro. Tra i presenti anche i lavoratori della OM Carrelli
Tra lacrime e sangue operaio, in tanti hanno presenziato ieri alla tavola rotonda dei leader politici nostrani. Votare ancora con la legge “porcata” o trovare un accordo comune di riforma?
Il tema è scottante, ma lo è ancora di più la disperazione che, si sa, prende il sopravvento su tutto a maggior ragione se immersa in un microcosmo di testoni politicanti.
In aula presenti gli ex dipendenti dell’azienda Om Carrelli. Solo alcuni delle 280 famiglie che da mesi aspettano ancora risposte da Regione e Istituzioni e un innocuo tavolo tecnico per eventuali progetti. “La loro presenza- sostiene il sindaco Michele Emiliano- non è inopportuna ma sta a rappresentare chi ha sentimenti difficili nei confronti della politica. Io vorrei che oggi noi provassimo a seguire questo dibattito tutti insieme, anche se il momento non è uno dei migliori, avendo consapevolezza che la funzione legislativa che viene esercitata in Parlamento è determinante per il futuro del nostro Paese ed è importantissimo che questa ipotesi di riforma elettorale, che viene soprattutto richiesta con spirito lungimirante dal presidente della Repubblica, possa interessare nuovamente tutta la società italiana anche quella interessata da un processo di riforma aziendale così duro, così spietato, alla luce di una logica, quella della globalizzazione economica che mostra qui a Bari la sua devastante portata”.
Il dibattito inizia a prender forma e, ripensando alla tirata d’orecchi del Presidente della Repubblica, i presenti si concentrano sul proprio avvilimento. Si pensa di cambiar leggi sempre alla vigilia del voto, se ne accorge il Segretario Regionale Udc Angelo Maria Sanza: “Sono passati quattro anni e mezzo e c’era tutto il tempo anche di cambiare assetto istituzionale del Paese, con commissioni parlamentari preposte o con commissioni ad hoc. Se cambiassimo le regole del gioco alla vigilia, non daremmo il tempo agli elettori di capire neanche il tipo di confronto che proponiamo”.
Il Pd tira dritto e continua ad osteggiare, come ha sempre fatto, contro il porcellum attraverso dichiarazioni nette e bacchettone. “Vanno unite la governabilità (meglio se a sistema maggioritario) con rappresentatività (proporzionale)”, sostiene il parlamentare Francesco Boccia.
Per il Pdl anche Raffaele Fitto è convinto, meglio una modifica. “Il richiamo di Giorgio Napolitano è molto positivo– dichiara l’ex ministro- Noi puntiamo sul presidenzialismo, è la condizione con cui ci presentiamo a ipotesi di riforma. Personalmente auspico almeno nel sistema delle preferenze”.
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