Emergenza abitativa a Bari: un problema di stato sociale

Francesca Avena

Al tavolo tecnico convocato dall'assessore Gallucci, grande assente l'assessore Abbaticchio

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I numeri sui provvedimenti di sfratto in Puglia (e in particolare a Bari) pubblicati dal ministero degli Interni, non corrispondono al reale dato di emergenza abitativa. Lo fa sapere la segretaria di Unione Inquilini Bari, Annalinda Lupis, che più volte sulle pagine del nostro giornale ha segnalato le iniziative a favore delle famiglie che rischiavano di rimanere senza un tetto, iniziative che nella maggior parte dei casi hanno portato alla proroga dei provvedimenti di sfratto, consentendo alle famiglie in questione di rimanere nella propria dimora almeno fino a quando le istituzioni non avessero provveduto a trovare una soluzione alternativa. Caso più noto, divenuto poi punto di riferimento del diritto alla casa, è stato quello dei coniugi Tempesta che per anni hanno lottato fino ad ottenere un alloggio sicuro in cui tuttora vivono.

Nell’incontro delle parti sindacali degli inquilini, tenutosi qualche giorno fa presso l’assessorato al patrimonio e politiche abitative del Comune di Bari, su convocazione dell’assessore Gallucci (delegata all’emergenza abitativa), Unione Inquilini ha chiesto attraverso i responsabili nelle sedi di tutta Italia, che i Prefetti sospendano le esecuzioni di sfratto per morosità incolpevole, per far sì che nel frattempo si possano istituire misure idonee per affrontare questa emergenza sociale. Una proposta del genere è stata deliberata dal Prefetto di Firenze e in molte città italiane si sta decidendo perché si possa ottenere lo stesso risultato e anche a Bari, nella convocazione del giorno 10 luglio 2012, l’assessore Gallucci ha portato avanti questa proposta.

“Tuttavia, ancora una volta, dobbiamo prendere atto –si legge nella nota- che le uniche figure sedute al tavolo per l’emergenza abitativa a Bari sono le sigle sindacali degli inquilini (neanche tutte) e l’assessore Gallucci. Mancano pezzi fondamentali perché si possa iniziare a discutere in maniera efficace di un dramma sociale che abbiamo preannunciato sarebbe arrivato già due anni fa. Ci chiediamo soprattutto, ancora una volta, dove sia l’assessore al Welfare, Ludovico Abbaticchio, ormai figura presente solo in occasione di inaugurazioni ufficiali, ricordando che il dramma sfratti è un problema di stato sociale e non di ordine pubblico!”

Altra presenza importante, richiesta da Unione Inquilini al Tavolo urgente che affronterà il problema, è quella dei rappresentanti della proprietà privata, costruttori, referenti del terzo settore, rappresentanti di istituti di credito, Regione e Provincia, e di tutti coloro che in qualche modo sono coinvolti in questo momento di grave crisi economica e sociale, nel dramma dell’emergenza casa.

La sensibilità di queste parti chiamate in causa dovrebbe quindi partire dal presupposto che non si tratti di numeri, di cifre, di dati, ma di famiglie, anziani, bambini, destinati a trovarsi sotto l’occhio del ciclone di uno sgombero coatto senza alcuna possibilità di difendersi.

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