Petrocelli omaggia l’accademico francese Latouche

"La decrescita secondo Latouche", il titolo scelto per parlare del capitalismo in crisi
Uscire dalla crisi del capitalismo o uscire dal capitalismo in crisi? È questo l’interrogativo da cui muove il giornalista Leonardo Petrocelli nell’introduzione al suo ultimo lavoro intitolato "La decrescita nel pensiero di Serge Latouche". Un omaggio alle teorie dell’illustre accademico francese che pone le basi, sulla base di attente analisi, per una riconversione organica e oculata del sistema finanziario capitalistico oggi in fase di recessione.
“Dopo il crollo dell’impero sovietico – precisa l’Autore – si era quasi del tutto estinta l’abitudine a ragionare sui fatti economici contemplando alternative radicali all’impianto vigente. Oggi invece l’attenzione degli osservatori si è spostata dall’analisi del casus belli e dei guasti contingenti che hanno innescato la crisi al sistema economico tout court”. Nel nome della decrescita Latuche auspica una lenta e inesorabile presa di coscienza che ponga in essere l’interruzione forzata di un percorso finanziario suicida e che scagli i suoi j’accuse contro i totem dell’immaginario contemporaneo. Quali? Il mito del consumo, innanzitutto, l’ossessiva ricerca di un infinito benessere, la virtualizzazione delle coscienze, la fede del progresso e nella scienza fino alla fiducia messianica nella tecnologia. La speranza di una alternativa all’homo oeconomicus che non si risolva in un semplice rigurgito antimodernista e si ponga in contrasto con le (superate) teorie marxiste di novecentesca memoria è la conditio sine qua non per firmare il lieto fine della terribile favola del benessere e della crescita perpetua.
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