Nasce a Bari il Tavolo tecnico tra Comune e associazione pro-diritti omosessuali

La lotta alle discriminazioni sessuali assume la forma di iniziative e progetti in collaborazione con l'amministrazione
E’nato ieri, a Palazzo di Città, il Tavolo tecnico con l’obiettivo di stilare un programma che renda possibile la lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere sul territorio cittadino. Di concerto con la rete antiviolenza Bari (Arcilesbica Mediterranea Bari, Cime di Queer, UnDesiderioincomune, KéBari, Kasamatta Casamassima, Link-Rete della conoscenza, Equality Italia, Between Onlus, Agedo), il Sindaco Michele Emiliano e la Commissione Pari Opportunità del Comune di Bari, il tavolo tecnico darà vita ad una serie di interventi di natura politica e amministrativa e di iniziative -suggeriti dalle associazioni e sposati dal Sindaco- a partire da subito, tenendo conto di tre punti fondamentali: monitoraggio sul territorio, attività di inserimento della comunità LGBTQI nel mondo lavorativo, prevenzione sanitaria.
Le proposte avanzate dalle associazioni sono: costituzione di un ufficio comunale per le politiche LGBT -una sorta di innesto delle associazioni all’interno dell’amministrazione- che vedrà sin da subito l’impegno della Giunta a redigere una delibera d’indirizzo (lo spunto sarà preso dall’indirizzo scelto già dal Comune di Torino) e, nell’eventualità, la discussione in Consiglio Comunale. Promozione e tutela della diversità sostenibile e dei diritti nei diversi aspetti della vita sociale, culturale e lavorativa; informazione e sensibilizzazione pubblica attraverso tutte le forme di comunicazione (“d’impatto”, attraverso una campagna mediatica forte e diretta o “progettata”, con la realizzazione di un percorso che accomuni progetti d’intervento) e attraverso iniziative culturali (arte, danza, seminari, mostre); formazione rivolta al personale delle Amministrazioni pubbliche e della Scuola, al fine di migliorare l’ integrazione e la sensibilizzazione; informazione rivolta alle imprese del territorio sull’inserimento di persone omosessuali e transessuali nel mondo del lavoro; prevenzione sanitaria; collaborazione con l’ Amministrazione attraverso l’introduzione di link delle associazioni LGBTQI sulla homepage del Comune per pubblicizzare progetti ed iniziative.
“Per quest’argomento si deve partire dalle palafitte per giungere ad una struttura resistente -ha commentato il sindaco Michele Emiliano-, è per questo che considero questo un cammino non dell’amministrazione ma dell’istituzione, affinché venga ereditato anche in futuro. Bisogna improntare un’organizzazione per poter procedere poi con un intervento concreto già da domani. E’necessario quindi che l’Amministrazione stessa inizi a parlare un linguaggio adeguato e non da bacchettoni, e mi rendo conto che nessuno degli amministratori (a partire dagli uffici del Welfare), finora, è stato addestrato adeguatamente ad affrontare problematiche legate al mondo LGBTQI”.
Sulla base della natura del documento politico presentato dalle associazioni, il consigliere comunale e componente della Commissione Pari Opportunità, Pietro Petruzzelli, ha suggerito innanzitutto di rivedere il piano sociale di zona, di creare poi un nuovo bando per il centro antiviolenza (“Chiunque si aggiudichi il bando, può considerare al suo interno associazioni LGBTQI in modo da favorire eventuali omosessuali che abbiano subìto violenza, a sentirsi a proprio agio e capìti nel raccontare la violenza subìta”) e di fare sensibilizzazione all’interno delle scuole attraverso rappresentazioni teatrali che trattino tematiche del genere.
“Un’enorme battaglia di civiltà -ha dichiarato Mariella Santacroce, Presidente della Commissione Pari Opportunità-: i cittadini devono essere tutti uguali e questo Tavolo segna l’inizio di un percorso condiviso”. Tanti i contributi da parte delle varie associazioni presenti all’incontro, tra cui l’ipotesi di un (gay)Pride -non come spettacolarizzazione della categoria ma come “orgoglio della differenza”- e la volontà di suggellare il vincolo affettivo tramite un atto simbolico alla presenza del Sindaco. “Non sarà un matrimonio -ha chiosato Emiliano- ma nulla vieta che quella dichiarazione possa avvenire in presenza di un ufficiale di stato civile; io sono disponibile a ‘sposare’ le coppie che lo vorranno”. E chissà che la rivoluzione non parta proprio da Bari.
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