In arrivo nuovi rincari di gas e luce

Da Gennaio ad oggi 135 euro in più sulla bolletta della “famiglia tipo”
Le tasche delle famiglie da Domenica primo Luglio saranno più vuote: sono in arrivo, infatti, i rialzi previsti per la bolletta del gas con un incremento del 2,6% per il metano. Come se non bastasse “cresce” anche la bolletta della luce, seppur l’incremento è contenuto: lo 0,2% .
L’irrisorietà dell’aumento in questo caso è dovuta al fatto che l’elettricità “recupera” il calo del prezzo del petrolio delle ultime due settimane. Una stabilità che fornisce una boccata d’ossigeno se si considera che, al contrario, negli scorsi mesi la bolletta dell’elettricità era aumentata di oltre il 10%, ancora una volta perché si era flessa all’andamento delle quotazioni del petrolio. Dal primo Maggio la tariffa dell’elettricità era già aumentata del 4,3 %. Dopo aver raggiunto i massimi storici, raggiungendo i 125 dollari al barile, la benzina non poteva che scendere attestandosi oggi sui 100 dollari al barile. Non è lo stesso per il gas che risente con maggior ritardo dell’andamento delle quotazioni del petrolio e, in pratica, “diluisce” nel tempo l’incidenza dei periodi di picco dei prezzi degli idrocarburi, motivo per cui i recenti cali del greggio non hanno si sono riversati in modo significativo sui prezzi.
In totale tra gas e luce questi aumenti peseranno più o meno 35 euro annui per una famiglia media, un solo euro in più sulla bolletta della luce e circa 34 euro in più su quella del gas, ma dall’inizio dell’anno per una famiglia media l’incremento è stato di 103 euro ai quali dal primo Luglio si somma, appunto questo ulteriore aumento di 35 euro. Si computa che, in percentuale, con questi ulteriori aumenti dall’inizio dell’anno la bolletta del gas ha subito maggiorazioni pari al 4,4%, quella della luce pari al 13%.
Un duro colpo per le famiglie se si considera che parliamo di beni essenziali, dunque irrinunciabili.
Se questi i dati uguali per tutti gli italiani va poi calcolata la maggiorazione dell’addizionale dell’accisa dell’energia elettrica applicata con discrezione percentuale da Comuni e Province. La legge 10/2011 prevede, infatti, che siano le amministrazioni comunali a decretare il tot dell’incremento. Sono maggiorazioni che i Comuni interessati hanno deciso nel corso delle riunioni dei consigli comunali nel 2011 e che la società di energia elettrica mette nell’incasso con effetto retroattivo. Tutte le amministrazioni comunali in provincia di Bari interessate all’imposta che, si ricorda, non ha alcuna relazione con le tariffe, hanno optato per il massimo dell’incremento, ovvero il 100%.
A fronte di questi aumenti si calcola che circa il 35% della spesa annua di una famiglia media è destinata solo al pagamento delle imposte: accise, addizionale regionale e IVA.
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