Associazione “Polifonica Barese Biagio Grimaldi”

Un'altra realtà culturale barese che rischia di morire
“Quid est, Polifonica? Quid moràris èmori?”
“Che succede, Polifonica? Che cosa aspetti a morire?”
Questo splendido verso preso in prestito da un carme catulliano (LII,1) esprime bene la disperazione in cui versano gli appassionati cultori di musica polifonica corale, che nella città di Bari si ritrovano abbandonati da tutte le istituzioni sociali, (insieme a tutti gli altri operatori culturali), con l’assurdo e paradossale pretesto che i politici e i tecnici, in questo particolare critico periodo storico, debbano pensare ai problemi finanziari e alla “crescita” economica.
E così vediamo sempre di più affievolirsi e … “quasi estinguersi” le possibilità che una gloriosa istituzione cittadina come la “Polifonica Barese Biagio Grimaldi” continui a vivere e a far vivere un sogno, un’idea di grande genialità, nata 86 anni fa nella mente di Biagio Grimaldi.
Quest’uomo “pio” capì, allora, quale grande importanza potesse avere la musica, e l’esperienza corale in particolare, nel contesto sociale della città di Bari, in un periodo storico, quello compreso tra la fine della prima e l’inizio della seconda guerra mondiale, caratterizzato da grandi sofferenze.
Biagio Grimaldi, dunque, riuscì a regalare alla sua città un’ accademia polifonica di altissimo livello artistico. Chi lo avrebbe immaginato? Vive ancora oggi, nonostante il maestro sia scomparso ormai da oltre 25 anni, e… speriamo continui a vivere!
E quest’energia, che non è altro che lo “spirito vitale”, cioè la nostra anima, richiede come suo cibo e nutrimento (in maniera continua e quasi insaziabile e famelica!) conoscenza, cultura, arte e musica. Quanti volti, quante voci, quanti concerti meravigliosi, quanti successi, quanti sorrisi e quanti applausi, ma anche quanti affanni e quante speranze deluse, in tanti decenni trascorsi: i più anziani fra noi potrebbero raccontarci le vicissitudini vissute dalla Polifonica dai tempi gloriosi del maestro Grimaldi e di Pietro Mascagni a quelli successivi fino agli ultimi, durissimi.
Non intendiamo dilungarci nel ricordare le tante benemerenze conseguite dalla Polifonica Barese in rassegne e manifestazioni nazionali di rimar¬chevole valore artistico.
Oggi, stanchi, ma sempre ricchi di fede ed entusiasmo, sostenuti e accompagnati con grande passione e competenza, sentiamo il bisogno (e anche il “dovere”!) di sottoporre ai responsabili delle cariche istituzionali quello che è non solo un accorato e quasi disperato appello, ma anche un deciso e severo “monito morale”:
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