B@rilonia: quando il calcio incontra arte e cultura

Nella suggestiva location della Darsena del CUS un evento a costo zero per promuovere i giovani
Quando si avvicinano Europei e Mondiali il dubbio amletico che affligge chiunque abbia la minima intenzione di seguire l’evento calcistico è sempre lo stesso , specie se la prima partita che ci vede in campo è una sfida contro gli ultimi campioni del mondo, ovvero: “dove la vediamo?”
In maniera del tutto spontanea e inaspettata è nata così l’idea per alcuni giovani ragazzi universitari di realizzare un vero e proprio evento di sport, arte e cultura. La partita dell’Italia è diventata, quindi, solo un pretesto per creare uno spazio aperto a qualsiasi tipo di iniziativa sociale, artistica, culturale, imprenditoriale.
C’è stato chi ha esposto le proprie foto, chi i propri quadri e chi ha imbandito stands di artigianato. Tra gli espositori non sono mancati, poi, associazioni di volontariato, concessionarie auto, agenzie di comunicazioni, società di energie alternative, enti di informazione locale. Insomma, chiunque avesse qualcosa da dire o mostrare lo ha potuto fare nella darsena del CUS di Bari, che ha ospitato l’avvenimento.
E se non fosse bastato seguire la partita tutti insieme su maxischermo assieme a una folta delegazione di studenti spagnoli a Bari in Erasmus, a rendere ancor più effervescente l’atmosfera, e, al termine, passeggiare in riva al mare fra gli stands e gingillarsi con l’acquisto di qualche bijoux, vinile o abitino vintage, ad allietare l’occasione anche musica dal vivo con una serie di dj alternatisi al mixer e la live performance rock-psichedelica dei Pus.
È stato questo Barilonia 2012, un modo per creare “sinergie tra le realtà territoriali più attive e dinamiche”, un progetto messo su in due settimane da venti amici, che ha fatto registrare ieri la presenza di 40 stands e oltre 2000 visitatori. Una iniziativa assolutamente gratuita e a costo zero per gli stessi organizzatori: “le strutture sono state messe a disposizione dal Cus, tutto il resto è venuto da sè”, ha spiegato Davide Ferorelli, ideatore materiale della manifestazione assieme a Donato Giannoccaro e Francesco Celentano.
Il mezzo di comunicazione dell’evento? Il passaparola. “In una realtà come Bari, non è difficile muoversi tra gli amici e gli amici degli amici”. Indiscutibile ruolo lo ha giocato anche il web che ha permesso di amplificare la notizia e di mettere in contatto tutti coloro che volessero partecipare in qualità di standisti o di semplici avventori.
Un bel modo di fare rete e, perché no, dare anche una spinta all’imprenditoria giovanile. E per una eventuale finale con l’Italia c’è già chi promette una replica dell’evento.
Sì, ma purché il calcio, oggi troppo spesso associato ad affarismo e corruzione, diventi ancora una volta, solo il punto da cui partire per dar spazio ad iniziative lodevoli e promuovere l’arte e i progetti dei giovani.
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