La Asl barese affonda e Colasanto fa orecchie da mercante

Angela Arpa

Il duo Emiliano-Tafaro elabora un'ordinanza con lo scopo di garantire il rinnovo dei contratti

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Il sindaco della città di Bari Michele Emiliano propone al Prefetto Tafaro,l’elaborazione di un’ordinanza per garantire il rinnovo dei contratti in scadenza a medici ed infermieri. L’emergenza esige tempi lampo. Il contesto precario scongiura eventuali,possibili, criticità che potrebbero  abbattere definitivamente gli ospedali.

Il Gruppo Consiliare di Realtà Pugliese si dichiara vicino all’azione di Emiliano e nel contempo avanza dubbi e perplessità. I vertici della ASL Bari proseguono la miope e dissennata logica dei tagli e degli accorpamenti indiscriminati alla luce di carenze e disservizi quotidiani? E’ tollerabile il silenzio del manager Colasanto, insensibile rispetto ai rischi reali di affossare i livelli essenziali di assistenza? Applicazione pratica, oggettiva di pianificazione razionale finalizzata al risanamento socio-sanitario figura come unica risposta valida.

Lo step numero due del Piano di Rientro avrebbe dovuto rispettare criteri oggettivi, primo fra tutti, la riconversione degli ospedali inefficienti in strutture territoriali. Questo, quanto assicurato dal Governatore Vendola. Sfortunatamente, politiche poco chiare si insinuano nel fattore efficienza. Dei cinque ospedali indicati per la riconversione (Trani, Fasano, Mesagne, Conversano e Nardò) solo per i primi tre e’ prevista l’opera di rimodulazione della struttura. Dissesti continui e disastri ripetuti. Qualcuno, ha anche lasciato al caso un possibile, necessario potenziamento della Rete delle Rianimazioni.

Dal versante delle politiche della salute l’assessore Ettore Attolini replica la nota di qualche giorno fa del presidente del gruppo Pdl in Consiglio regionale Rocco Palese: “Ritengo necessario e doveroso precisare che la Regione Puglia, a seguito delle ben note vicende giudiziarie di circa quattro anni fa, ha intrapreso una serie di iniziative e prodotto atti per il controllo della spesa, la verifica degli appalti e la gestione in trasparenza delle Aziende Sanitarie. Per cui la logica dell’inerzia della politica regionale espressa dal Consigliere Palese, è nettamente in contrasto con  tutto il lavoro svolto e in corso di svolgimento da parte dell’assessorato e del governo regionale. Vorrei ricordare l’istituzione dell’Osservatorio dei Prezzi, delle Tecnologie e dei Dispositivi medici e protesici, quale strumento di trasparenza nella gestione e mezzo di controllo della spesa pubblica; poi, il “Nucleo Regionale di verifica Contratti e appalti.”

Ettore Attolini sottolinea: “Stiamo lavorando per il rafforzamento e potenziamento del Nucleo di Controllo: con una delibera di giunta approvata circa due mesi fa, abbiamo infatti ampliato, sia numericamente che per quanto riguarda le competenze specifiche, la composizione dello stesso Nucleo che ora risulta integrato anche da esperti di diritto penale e commerciale proprio per esercitare maggiore controllo al fine di rilevare eventuali anomalie.”

La mission è l’azzeramento del fenomeno “frazionamento-appalto”. L’intento e’ individuare prima, debellare poi, eventuali illeciti. Strumenti attivi per il controllo di tutte le Aziende Sanitarie del territorio pugliese in opera.

Ancora, l’assessore alle Politiche della Salute, motiva le manovre azionate dal Piano di Rientro: “I criteri per la rimodulazione dei punti nascita in Puglia sono inderogabilmente definiti dalle Linee Guida Ministeriali e dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari e nello specifico riguardano: il numero dei parti annuali di ciascuna struttura, che non deve essere inferiore ai 500 parti l’anno”.

Una Commissione regionale, istituita due anni ha individuato nei numeri delle nascite un trend in diminuzione (37.500 parti del 2010 vs 36.119 parti del 2011).  Il piano di riorganizzazione della rete atteso deve aderire a criteri stabiliti: il must e’ garantire la sicurezza del percorso nascita, a tutela della salute delle donne e dei bambini. La valutazione della stessa commissione notifica il numero di 42 punti nascita, fra pubblici e privato accreditato, fortemente in esubero. Il provvedimento prevede la disattivazione di 10 punti nascita pubblici. Termine ultimo 31 dicembre 2012.

Ridondante il concetto “al collasso la sanità” ma, i limitati tagli che colpisco Università barcollanti e ricche di contrasti stridenti in ambito didattico-professionale, ed il rinvio di tagli nel privato, manovrati da minacce di licenziamento, inducono a riflessione.

La Cgil di Bari non condivide la scelta sulla tipologia dei tagli da operare per sanare il deficit e rientrare nelle regioni virtuose, nella speranza di ottenere i finanziamenti governativi. Logiche di potere e mero clientelismo finalizzeranno una puntuale ed oculata deospedalizzazione, la garanzia degli standard minimi di assistenza e la stabilita’ professionale di medici ed infermieri? Attualmente, hanno vilmente offuscato l’inviolabilità di un diritto fondamentale.

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Commenti

  • sniper1956 (utente non verificato)

    ma xchè le linee guida ministeriali attolini le applica solo ai punti nascita e non ai PPI non uniformati in prov. di bari alle linee guida? e che dire dei DEA dove ognuno si regola come crede?

  • sniper1956 (utente non verificato)

    inoltre xchè motivare le nuove chiusure finalizzandole alle assunzioni e concorsi? e dove adranno medici ed infermieri la cui sede di lavoro è stata chiusa?…spero che prima di assumere e spendere altri soldi mobilizzeranno questo personale che in molti posti stà guardando le stelle…..

  • michele78 (utente non verificato)

    Sulla sanità (salute dei cittadini) non si possono fare “SPECULAZIONI” politiche. Se Emiliano vuole spendere una parola è sufficiente che chieda, unitamente a TUTTI i capigruppo, un incontro con il Governatore, l’Assessore alla Salute (Attolini) e il D.G. della ASL Colasante. Mentre si legge solo di sterili proclami prettamente “spettacolo” quali “ORDINANZA” , intervento da parte di un partito “stambella”. Il tutto giusto per far vedere che esistono…..Ormai le “barzellette” non hanno più spazio. Luigi CIPRIANI