Salute pubblica, ancora bravate. Intanto chiude dermatologia al Di Venere

Leccese smaschera Emiliano: nuovi risvolti della politica sanitaria pugliese
Il decreto indicato fermamente da Emiliano affinché il direttore della Asl Bari, Domenico Colasanto, garantisca i livelli minimi di assistenza è un grande bluff.
A smascherare l’ennesima bravata nel settore Sanità è il direttore generale del Comune, Vito Leccese, il quale conferma di non aver alcuna traccia del provvedimento. Ad amplificare il giallo e’ la notizia del sindaco fuori città.
L’intera vicenda e’ stata trattata dalla stampa. Il capogruppo del Pd della Regione, Antonio Decaro, ha cercato un contatto con Emiliano, il presidente dell’Anci, Luigi Perrone, sindaco di Corato, è stato informato esclusivamente “via-quotidiani” e intanto Emiliano prolunga lo status da desaparecido.
Tra gli attori principali che alimentano il ciclone dell’emergenza sanitaria in città vi e’ ancora l’ospedale Di Venere.
Giunta, dopo ben sei lunghi mesi di informazioni incerte, arriva la notizia sulla chiusura di un altro reparto, quello di Dermatologia.
La cronaca che ha seguito dettagliatamente le fasi di continui imprevisti nella ristrutturazione, di riciclo di personale, di macchinari da avviare e di interi settori da ri-alloggiare, solo ora può onorae il vero.
“Non c’e’ peggior sordo di chi non vuol sentire. Io l’avevo già detto a tutti, compreso il facente funzione del primario del reparto. Ci sono voluti due mesi per metterli d’accordo”. Queste le parole del direttore generale Asl Bari, Domenico Colasanto.
“Il livello di inappropriatezza del reparto era troppo alto: bisognava tagliare. Ma la Asl può garantire lo stesso numero di posti dermatologici.” – assicura e si difende Colasanto.
“Si tratta di patologie che possono esser curate non in regime di ricovero, tranne che per quelle gravi, per le quali sono comunque sufficienti il Policlinico ed il Miulli di Acquaviva. Medici e infermieri del reparto Di Venere continueranno a esser operativi, e’ una decisione che non crea problemi alla loro attività.”
In ultima analisi, il direttore generale Asl Bari confida: “In un certo momento mi sono battuto contro quest’ottica. Esistono dei posti letto nel privato accreditato: non e’ detto che per raggiungere lo standard, si debbano tagliare soltanto quelli della Asl.”
Ora del reparto di Dermatologia presso l’ospedale Di Venere non resta che l’ambulatorio.
Inarrestabile il declino della vicenda sanitaria pugliese. Come potrebbe non rivelarsi grottesca sfiorando i limiti del paradossale se non con tutti gli elementi raccolti nelle ultime ore.
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