Sanità: si apre il dibattito in città

Si avvia il dibattito tra il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, ed il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese
La modifica con annessa integrazione al Regolamento Regionale del 16 dicembre 2010, n. 18 e s.m.i. di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia provoca un freaking nel sistema di pianificazione istituzionale.
Vendola risente di un “mercimonio politico” perdendo di vista l’urgenza sanità che afflige la Puglia. L’emergenza, che attanaglia un cosi’ delicato ambito, richiede un’applicazione razionale e più che mai concreta di operazioni mirate anziché fumosi commenti. Il count-down che vede lo sfinimento della sanità in regione e’ iniziato. I trattati “perditempo” sono banditi.
“Sorprende che Palese, di solito attento alla dimensione concreta della discussione, da un lato, si guardi bene dall’indicare alternative concrete nella localizzazione dei ridimensionamenti, dall’altro, finga di non sapere o di non ricordare che il piano di rientro che obbliga la Puglia a tagli così dolorosi ci è stato imposto dal “suo” Governo e che il medesimo piano stabilisce non solo generici tagli di spesa (che pure stiamo facendo), ma dettagliatissime riduzioni di posti letto. Ed è ancora, lo stesso Governo ad aver obbligato la Puglia, come tutte le altre Regioni, a chiudere i punti nascita sulla base di parametri precisi e prescrittivi.” Commenta Vendola, indicando, poi, che “per quanto riguarda i piccoli ospedali, la Giunta ha idee molto chiare sul ruolo e sulle prestazioni necessarie affinché attraverso una rapida riconversione vengano garantiti ai territori servizi perfino più efficienti.” Progetti sbiaditi che tardano nel recupero di una collocazione territoriale deformando la dimensione temporale proposta come veloce e operativa.
Dal fronte Pdl giunge risposta:”Spiace che il Presidente Vendola abbia inteso come demagogica e priva di proposta alternativa la nostra posizione sull’attuale situazione della sanità in Puglia e che torni ad accusare il Governo nazionale di aver imposto qualcosa alla nostra regione.” Il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, controreplica al Presidente Vendola: “Non sono stati né il Governo Prodi nè il Governo Berlusconi ad imporre alla Puglia di non rispettare il Patto di Stabilità e di essere inadempiente per anni sulle intese Governo – Regioni del 2005 e del 2009 per la riduzione dei posti letto per acuti, il che oggi porta ad applicare tutti insieme tagli che altre Regioni hanno dilazionato nel tempo rendendoli meno dolorosi; così come non è stato certo il Governo nazionale ad imporre alla Puglia di basare il Piano di Rientro solo su tagli ai servizi e non già su tagli alla spesa.”
La proposta da tempo avanzata punta a tagliare la spesa per acquisti ingiustificati di beni e servizi da parte delle Asl, non chiudere, ma riconvertire gli ospedali in ospedali territoriali.
“Il Presidente Vendola sa bene che le piante organiche non vengono approvate dalla Regione dal 2004 e che noi le chiediamo da anni come unico strumento di trasparenza, chiarezza, serietà per poter programmare i fabbisogni di ciascun ospedale e, quindi, anche concorsi e assunzioni mirati.”
Infine, Palese conclude: “Non ci sottrarremo certo al confronto in Commissione e in Consiglio ma va detto che non sarà semplice perchè da parte nostra ci sarebbe stata, e c’è stata in passato, una impostazione completamente diversa sia della prima, sia della seconda fase del Piano: non è giusto continuare ad imporre ai pugliesi 338 milioni di euro di tasse regionali all’anno per coprire il deficit sanitario e contemporaneamente lasciare intatti sprechi e spese ingiustificate, far aumentare le liste d’attesa, non coprire le carenze di personale e tagliare anche i servizi. Non di demagogia ne’ di polemica si tratta, ma di difficoltà a comprendere come questo Governo Regionale intende garantire ai pugliesi il diritto sacrosanto e costituzionalmente riconosciuto ad essere assistiti dal servizio sanitario regionale”.
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