Prima Consulta degli Studenti universitari col botto

Ilaria Discornia

Eletto il suo Presidente con tante polemiche

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Doveva tenersi oggi la prima seduta della Consulta degli Studenti universitari, per eleggere il primo presidente di un organo istituito con l’obiettivo principe di fornire all’amministrazione comunale cittadina spunti per iniziative da mettere in atto affinchè Bari diventi realmente – e finalmente – una città universitaria.

Lodevoli dunque i presupposti soprattutto perché vi è in gioco la partecipazione attiva per i giovani, “specie in un momento storico come quello attuale che rende sempre più urgente un ricambio generazionale della classe dirigente dell’intero Paese”, aveva detto qualche mese fa l’Assessore comunale alle politiche giovanili, Fabio Losito.

E a quanto pare i ragazzi che compongono la Consulta, nominati tra i componenti dei Consigli degli studenti di Uniba e Politecnico, i rappresentanti dei Collegi universitari e i dottorandi, l’hanno preso proprio alla lettera, dati i risultati di oggi.

Questo pomeriggio si è assistito soltanto all’ennesimo sfacelo della democrazia e dell’interesse per il bene comune, quello che accomuna i quasi centomila studenti universitari presenti nel capoluogo pugliese. Sono prevalsi gli interessi personali, opportunistici e lucrativi di studenti, politici locali e dottorandi: questo è lo spettacolo che ci hanno regalato coloro che si definiscono i futuri dirigenti della città. Giovani, che esattamente come i meno giovani, si sono spartiti le poltrone e gli interessi, incapaci di mettere da parte le ideologie e i campanilismi pur di far valere, prima di ogni altra cosa, il bene degli studenti universitari che nella nostra città hanno riposto le speranze per un futuro migliore.

Polemiche a parte, è stato eletto Presidente della Consulta degli Studenti Universitari Giovanni Vecchio della lista Studenti Democratici del Politecnico con 16 voti su 34. Decisivi per la sua elezione sono stati 3 voti, probabilmente quelli delle stesse persone che al primo turno avevano consegnato una scheda bianca. A fare clamore e a far riscaldare il clima dello spoglio le 12 schede nulle che riportavamo la scritta “SENZA PADRONE”, in netto contrasto proprio con quello che si stava andando a compiere, e in contrasto con la spartizione di cariche che sarebbe avvenuta di lì a poco.

Se, dunque, è vero il detto “Chi ben comincia è a metà dell’opera”, allora ne vedremo proprio delle belle.

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