Calcioscommesse, sei mesi di squalifica per De Falco

Mauro Solazzo

Accolta da Palazzi la richiesta di patteggiamento, ora sta alla disciplinare esprimersi sulla congruità della pena

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Il giorno del giudizio, il primo per quel che riguarda questo nuovo capitolo dell’interminabile saga di calciopoli, è arrivato. Ieri, presso l’ex ostello della gioventù al Foro Italico di Roma, è cominciato il processo sportivo, presieduto dal procuratore federale Stefano Palazzi e coadiuvato dalla commissione disciplinare, composta dal presidente Sergio Artico, dal suo vice Claudio Franchini, da Riccardo Andriani, Valentino Fedeli e Andrea Morsillo. I lavori sono cominciati alle nove e mezzo di mattina e si sono protratti fino alle ore venti circa, quando si è deciso di aggiornare la seduta alla giornata odierna, non senza però che il processo fosse arrivato ad un punto importante dello stesso. 

Molti dei protagonisti alla sbarra e molte delle società finite nell’occhio del ciclone, hanno infatti optato per il patteggiamento. Una ventina, in tutto, le richieste pervenute a Palazzi, che dopo qualche ora di trattativa con i legali, impegnati a tentare di limare le pene, ha sciolto la riserva accogliendo le richieste degli imputati. Tra i calciatori che hanno richiesto ed ottenuto il patteggiamento, c’è anche Andrea De Falco, centrocampista che in questa stagione ha vestito la casacca del Bari ma il cui cartellino è di proprietà del ChievoVerona, ed i cui fatti sono legati a quando giocava nell’Ancona (la gara incriminata è Ancona-Mantova del 30 maggio 2010).

Per lui, qualora la proposta di Palazzi venisse accolta dalla commissione disciplinare ( la quale dovrà verificare la congruità della stessa), ci saranno 6 mesi di squalifica. Per gli altri ex biancorossi coinvolti, le pene sarebbero invece di un anno ed 8 mesi per Gervasoni, un anno e 3 mesi per Narciso, un anno ed 8 mesi per Carobbio, 4 mesi di Micolucci (che però vanno sommati all’anno e 2 mesi del precedente processo) e 4 mesi a Mora.

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