E’ rottura tra imprese e governo regionale

Gli amministratori cercano di rispondere agli attacchi di Bozzetto
Da molto tempo gli industriali pugliesi erano in attesa di segnali dalla Regione Puglia a difesa delle imprese e dell’occupazione. In particolare Confindustria si aspettava una seria riduzione del numero e dei costi dei consiglieri e degli assessori regionali per poter programmare una riduzione delle tasse, il pagamento dei debiti arretrati che le amministrazioni pugliesi hanno verso le imprese, l’accelerazione e semplificazione degli iter autorizzativi di migliaia di progetti che giacciono negli uffici regionali in attesa di essere approvati, ed atti concreti per l’attrazione degli investimenti nella nostra regione.
Ma stando alla netta presa di posizione di Angelo Bozzetto, Presidente di Confindustria Puglia, non solo niente di tutto ciò è stato realizzato, ma “i politici pugliesi, Governatore in testa, hanno dato seguito ad un altro impegno: destrutturare e distruggere il sistema produttivo pugliese”. “E così – dice Bozzetto – dopo il capitolo annoso della confusa legislazione regionale in tema di fonti rinnovabili e dopo gli ultimi inefficaci interventi nei settori del mobile imbottito, del lapideo e in materia sanitaria che dirottano ingenti risorse economiche e i malati pugliesi verso altre regioni, è venuto il turno delle Industrie, già assoggettate ad autorizzazione integrata ambientale, che vengono pesantemente messe in pericolo dalla proposta di legge sulle emissioni industriali, approvata all’unanimità dai Consiglieri di tutti i gruppi politici della V Commissione consiliare il 23 maggio scorso. Le logiche che hanno mosso questa decisione sono le stesse che da tempo utilizza la politica regionale. Innanzitutto l’illegittimità. Come le tante norme pugliesi che la Corte Costituzionale ha già dichiarato illegittime in passato e i tantissimi atti amministrativi sospesi e annullati dai TAR, anche questa normativa è palesemente incostituzionale. Essa aggiunge pesi e costi ingiustificati a carico delle Imprese che operano in Puglia rispetto a tutte le altre che operano nel resto d’Italia e d’Europa, mettendole fuori mercato, con risvolti drammatici per i livelli occupazionali diretti e indiretti. La stessa è palesemente incoerente con la normativa ambientale comunitaria, contiene disposizioni confuse difficilmente applicabili e sarà foriera di lunghissimi contenziosi”.
Bozzetto ci tiene a precisare come Confindustria Puglia avesse messo a disposizione del Governo regionale le proprie proposte ed avesse auspicato un confronto sereno e costruttivo, peraltro richiesto anche dalle organizzazioni sindacali. “Di fronte a questo ennesimo atto di arroganza politica, in danno esclusivo del sistema economico produttivo ed occupazionale regionale – ha concluso il Presidente degli Industriali – Confindustria Puglia è costretta ad avviare una vera e propria vertenza regionale, con l’auspicio di trovare al più presto una classe politica rinnovata e diversa da quella attuale che non penalizzi quelli che alcuni “politici” considerano ancora purtroppo “i padroni delle ferriere”.
La risposta del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, non si è fatta attedere: “Mi addolora che il gruppo Ilva, piuttosto che comprendere l’urgenza di dare nuovi e corposi segnali in termini di ambientalizzazione dell’impianto industriale tarantino, affidi all’attuale reggente di Confindustria Puglia, sign. Bozzetto, un attacco ingiurioso e volgare alla mia persona e alla classe politica pugliese. Non mi impressiona questa caduta di stile e anzi mi stimola a proseguire, con tutto il Consiglio regionale, sulla strada intrapresa: quella della difesa, insieme, del lavoro e dell’ambiente, dell’industria e della salute“.
Nessun accenno al merito delle questioni sollevate da Confidustria, quindi, almeno da parte del Governatore, al cui intervento ha fatto eco a levata di scudi degli amministratori regionali, che uno dopo l’altro hanno voluto difendere la proposta di legge evasa dalla V commissione. “Può un rapporto proficuo di collaborazione con il sistema delle imprese che ha portato dal 2005 ad oggi la Puglia a risalire la china, interrompersi solo con un duro comunicato?”
“Difficile a credersi – ha affermato in primis la vicepresidente della Regione ed assessore allo Sviluppo Economico, Loredana Capone – specie se si va ad analizzare la ragione dell’attacco più duro: quello alla proposta di legge sulle emissioni industriali, approvata da tutti i gruppi consiliari all’unanimità. Una proposta che mira a tutelare la salute dei cittadini in aree dove questa è stata gravemente compromessa. Non è stata solo la Regione Puglia a prescrivere la norma di principio “chi inquina paga”, ma la Puglia ha l’obbligo di attuarla a tutela dei cittadini, del territorio e delle stesse imprese che oggi minacciano la vertenza”.
Sulla stessa linea, l’assessore al Turismo, Silvia Godelli, secondo la quale nel corso di questi ultimi due anni la collaborazione tra la Regione e il sistema delle imprese turistiche in Puglia ha registrato uno straordinario salto di qualità. “Basti pensare che il Pil relativo al turismo è cresciuto di quasi 5 punti in Puglia tra il 2006 e il 2011 – dice la Godelli – Ci auguriamo, dunque, che questa incessante e diffusa attività della Regione a sostegno del turismo e del suo sistema d’impresa non venga misconosciuta, poichè In questo momento di crisi gravissima essa rappresenta l’unica garanzia per lo sviluppo del settore, e dunque anche per la salvaguardia e lo sviluppo economico delle imprese ricettive all’interno del più complessivo sistema produttivo pugliese”.
Più polemica, invece, l’assessore al Welfare, Elena Gentile, che ha sottolineato come “il presidente reggente di Confindustria, accecato dalla volontà di costruire una polemica tanto gratuita quanto strumentale, dimentica che proprio con riferimento al mobile imbottito di cui egli parla, la Regione Puglia, da oltre un anno, ha concluso la propria attività istruttoria relativa all’Accordo di Programma, la cui firma è bloccata dal Ministero dello Sviluppo Economico. Se poi si tratta di un atto “inefficace”, ci spieghi il reggente di Confindustria perchè una settimana fa è improvvisamente tornato a chiedere al Ministero la convocazione di quel Tavolo, peraltro a molti mesi di distanza dalle numerose lettere inviate al Ministro dal Presidente Vendola“.
Tagliente, del resto, anche l’Assessore Lorenzo Nicastro: “Per anni, anche soggetti industriali pubblici, hanno approcciato al territorio – ha infatti affermato Nicastro – con la logica di Bozzetto e oggi raccogliamo i frutti di intere aree da bonificare”.
Ironica, invece, l’assessore all’Assetto del Territorio, Angela Barbanente, che si è chiesta: “Ma dove vive il commissario di Confindustria Puglia? Nella nostra regione o altrove? Ha avuto notizia che la Puglia è stata la prima regione italiana a recepire la norma del decreto Tremonti finalizzata a incentivare la riqualificazione urbana mediante premialità e semplificazioni procedurali?”
Corale, quindi, la replica degli assessori, che si sentono sereni perché ritengono di aver lavorato per rafforzare e proiettare verso orizzonti di innovazione le imprese di costruzione regionale. Resta però questa ferita aperta con il settore produttivo regionale, a cui occorrerà porre rimedio al più presto, vista anche la difficile situazione economica del territorio.
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