Misure urgenti e indifferibili per le carceri: “fate presto”

Tavola rotonda al Palazzo di Giustizia per esaminare e risolvere la situazione di degrado
Chi potrebbe negare che il nostro paese vive una grave emergenza carceraria? I dati, del resto, parlano chiaro: solo dall’inizio dell’anno nelle patrie galere si contano 63 morti di cui 21 suicidi. I detenuti in attesa di giudizio raggiungono il 50% con un primato assoluto in Europa ed in toto sono 68mila a fronte di una capienza di 45mila. Gli istituti di pena sono drammaticamente inadeguati ad eccezione di 2 casi in tutto lo stivale, scarse le condizioni igienico-sanitarie e inesistenti le barriere architettoniche.
E proprio sulla questione, nella casa dei diritti e della tutela dei cittadini, si è tenuta ieri una tavola rotonda promossa dall’associazione napoletana “Il carcere Possibile” onlus.
L’iniziativa “FATE PRESTO” con l’impegno dell’Unione Camere Penali Italiane e delle singole Camere Penali territoriali, “sollecita i politici a mantenere le promesse fatte – sostiene il presidente Riccardo Polidoro- e a rispettare le stesse parole del Capo dello Stato che ha affermato che il dramma-carceri è una questione che va affrontata con prepotente urgenza”.
Responsabilità o assenza della politica? Le istituzioni hanno certamente la loro responsabilità e la situazione in Italia è terribile– prosegue Polidoro- con una giustizia altamente terremotata. L’inchiesta e l’opera non solo di sensibilizzazione hanno fatto emergere situazioni di degrado e sporcizia che vanno ben al di là di quanto un paese del III millennio possa permettersi. In carcere però si muore e si continua a morire, c’è autolesionismo e nonostante dietro ad un suicidio possano esservi innumerevoli motivazioni, qualcuno deve assumersi delle responsabilità, devono emergere le verità incivili che paradossalmente coesistono in un paese che si professa essere civilizzato.
“Questo primato italiano in rapporti statistici non ha eguali in Europa, forse, solo la Serbia è alla pari del nostro paese– afferma Salvatore Casciaro, presidente distrettuale A.N.M- da un lato sembra che le risorse non ci siano mai, ma vediamo che nella nostra Regione ci sono una serie di strutture carcerarie realizzate con costi notevoli e mai inaugurate. Perchè? Abbiamo un organico insufficiente, alti sprechi, le attività educative dovrebbero essere sostenute e invece vengono convogliate in altre direttrici. Mancano mezzi, risorse e strumenti efficienti”.
L’assessore alle politiche educative e giovanili di Bari Fabio Losito spera che qualcosa nella nostra città si muova ma qual è e di chi è la colpa?
La colpa è di tutti- sostiene Maria Giuseppina D’addetta, presidente Tribunale di Sorveglianza di Bari- bisogna intraprendere una contropartita differente e una soluzione tampone potrebbe essere quello di intendere la reclusione attraverso un “patto di responsabilità” con il detenuto, come nel Regno Unito. A che cosa serve una detenzione se non formare un cittadino che deve tornare libero? Non possiamo illuderci con soluzioni differenti, si parla di carcere fantasma perché non c’è personale. La soluzione quale può essere? Si è parlato anche di carceri private, negli USA funzionano. Le soluzioni possibili sono quelle sinergiche perché un paese con un carcere dignitoso è un paese civile ed il nostro attualmente non lo è!”
Un carcere dignitoso in questo periodo storico ove anche nelle scuole manca il sapone e la carta igienica sarà mai possibile? “Fate presto”, però, confida nella politica, nell’avvocatura, nei magistrati, nelle procure della Repubblica ed in ognuno di noi, affinché tutti facciano la propria parte.
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