Approvata la legge “salva-precari” in Consiglio Regionale, ma non servirà a nulla

Nessun futuro per i destabilizati delle ASL pugliesi
E’ passata oggi in Consiglio Regionale la legge, già nell’aria da diverso tempo, nata con il nobile intento di salvare gli operatori sanitari e amministrativi dipendenti delle ASL pugliesi sulla cui testa pende la spada di Damocle del licenziamento, nonostante abbiano sostenuto e superato un regolare concorso pubblico.
Il provvedimento odierno prevede la proroga dei contratti dei lavoratori per altri sei mesi, ma non è davvero così nonostante le parole entusiaste giunte dai consiglieri regionali a poche ore dall’approvazione.
Che effetti avrà infatti sulla sanità regionale? Nessuno.
Questa è la fotografia reale. Già perchè nelle ASL di Foggia e Brindisi all’epoca non furono banditi i concorsi per mancanza di tempo e, pertanto, non vi sono, ad oggi, dirigenti stabilizzati.
A Taranto sono già stati licenziati molti operatori e vien da sè che non è possibile la proroga di un contratto che non è attualmente in corso.
Nella provincia di Barletta-Andria-Trani, tutti i dipendenti sono salvi, indipendentemente dalla leggina, perchè vi fu una conciliazione che mise d’accordo tutti.
E Bari e a Lecce, ove vi è la maggior parte dei destabilizzati in questione?
In queste ASL i contratti scadono il 30 giugno prossimo, ma le proroghe a poco servono perchè vi è un altro fattore negativo che incide in questa vicenda. E’ una legge nazionale con la quale venne stabilito che “per i contratti a tempo determinato è possibile spendere non oltre il 50% di quanto sborsato nel 2009”.
Ora, a Lecce il tetto di spesa massima verrà raggiunto a settembre 2012, pertanto oltre quella data non sarà possibile porre in essere alcun contratto a tempo determinato.
Nella ASL barese la situazione è ancora più delicata poichè lo stesso tetto di spesa sarà raggiunto il 1 Luglio 2012, all’indomani della scadenza del contratto dei dirigenti medico amministrativi. Impossibile quindi una proroga.
Appare immediatamente evidente l’inutilità del provvedimento odierno approvato dall’intero consiglio regionale tranne che dal consigliere Zullo (PDL) il quale ha ironizzato sull’unica scopo di oggi: “permettere ai colleghi consiglieri di inviare comunicati agli organi di stampa” e ancora ha ribadito come “l’unica via perseguibile per la soluzione della vicenda sia quella della conciliazione”.
Tuona Nicola Brescia, segretario regionale Usppi/Puglia: “la leggina approvata non produrrà nessun effetto ai medici e paramedici della Asl di Bari e Lecce…. Dopo mesi di tentennamenti e incertezze, successivi alla sentenza della Corte Costituzionale che ha rimesso in discussione il presente e il futuro di tante strutture che non possono essere private dell’apporto di figure indispensabili per evitare la paralisi della sanità pugliese, occorre smetterla con le proroghe e le soluzioni-tampone, e uscire finalmente da questo vicolo cieco, con il buon senso e il rispetto dei diritti e delle prerogative dei cittadini, dei pazienti e degli operatori sempre più confusi e disorientati”.
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