Sì del TAR alle lottizzazioni di Ceglie e Loseto

Francesca Avena

Edificabili le maglie 10-11-12. Il centrodestra: "Stop all'arroganza dell'Ufficio Tecnico"

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“La rivincita delle periferie”, la definiscono i proprietari delle aree (maglie 10, 11, 12 di Ceglie-Loseto) dichiarate edificabili dalle due sentenze del Tar Puglia depositate il 5 maggio scorso proprio a seguito dei ricorsi dei residenti.

Si tratta del potenziale insediamento di circa 10.000 nuovi abitanti per la città di Bari in aree che si dovrebbero sviluppare su 3 milioni di metri cubi (oltre ad ulteriori maglie similari di espansione). Erano inserite già nel 1999 nel terzo Programma pluriennale di attuazione e furono progettate, sul punto di vista della lottizzazione, nel 2003 ma “si sono trascinate a mo’ di ping pong negli Uffici del Comune“, commenta Ninni Cea.

PAI, PRISVUT, Piano  Paesaggistico con adeguamento del piano regolatore al PUTT, sono le ragioni che hanno nel tempo bloccato le procedure di lottizzazione, chiarisce il consigliere Peppino Loiacono. “Quello che è successo il 5 maggio con queste due sentenze -continua Loiacono- per quanto ci riguarda, era scontato: noi del centrodestra queste cose le abbiamo dette in Consiglio Comunale, sia durante l’approvazione del PRISVUT sia durante l’adeguamento del piano regolatore al PUTT. Questa sentenza è ancora più credibile in quanto dà giustizia a piccoli proprietari (circa 600). Mi auguro -conclude Loiacono- che il Comune di Bari non adisca al Consiglio di Stato in modo tale da aprire il ‘mercato della casa’, perché così come è giusto che l’Amministrazione abbia approvato delle lottizzazioni viciniòre al Tondo di Carbonara (dove i prezzi saranno a 4.000 Euro al metro quadro), per quanto riguarda questo tipo di residenza, i prezzi saranno molto più accessibili, intorno ai 2000 Euro al metro quadro“.

Il centrodestra ha sottolineato quindi l’ “atteggiamento dilatorio, vessatorio, ostruzionistico e pretestuoso degli Uffici” -che hanno scavalcato l’organo politico dando parere contrario a quella lottizzazione- e  quanto queste sentenze vadano di fatto a rendere insussistente la programmazione urbanistica del Comune di Bari: le 160 pagine del DPP sarebbero, a questo punto,destrutturate ed inconcrete; “Emiliano prenda atto del fallimento sull’Urbanistica“, ha commentato Simeone Di Cagno-Abbrescia. “Quali provvedimenti intende adottare Emiliano -chiede Ninni Cea- nei confronti dell’Ufficio Tecnico, che ha ignorato completamente l’organo politico, scavalcandolo?“

Con queste sentenze, inoltre, l’Amministrazione Comunale dovrà risarcire simbolicamente i proprietari interessati di una somma di 3000 Euro. “Bari ancora una volta procede a macchia di leopardo -chiude Cea- l’Amministrazione Emiliano pone veti e ritarda i tempi immotivatamente quando si tratta di piccoli proprietari; quando invece si tratta di Piani di Riqualificazione o di accordi di programma, tutto procede celermente. Come mai?“

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