Modugno verso l’operazione ‘Rifiuti zero’

Modugno come la Parigi di Prevert. Ma al posto delle foglie morte ci sono solo volantini pubblicitari
C’era una volta ‘Le foglie morte’…una poesia di Prevert, una canzone di Edith Piaf e di Charles Aznavour. C’era una volta Parigi.
E c’è questa volta Modugno, con le sue foglie morte: i volantini pubblicitari, le offerte dei centri commerciali, dappertutto, romanticamente per strada, tracimanti dalle apposite cassette, inzuppati d’acqua, con le foto degli elettrodomestici meno cari incollati all’asfalto come disegni di madonnari.
Intanto che Modugno si avvia a vele spiegate verso la strategia “rifiuti zero”, si ritrova però quasi sommersa dai volantini morti, in un romanticismo decadente, fin-de siècle. Ma siamo all’inizio del secolo e cadono dalle cassette sature, cadono dalle mani negligenti dei romantici incivili, ma mai parlare di cafonaggine; sembra che alcuni modugnesi se ne vadano in un brodo di giuggiole quando vedono ondeggiare in aria i fogli con le lavatrici a 120 euro. Quindi è solo una questione poetica. Sia chiaro!
“Non se ne può più”, sbotta in poetico dialetto un netturbino, “i volantini commerciali sono la nostra disperazione, la nostra rovina”, mentre continua a tirare con la scopa i fogli dei tablet e degli smartphone dal marciapiede. E’ il commento di un uomo che rimpiange gli avanzi del mercato, che ha nostalgia delle pere spappolate e delle cime di rape beccate dai piccioni, che di vitamine se ne intendono.
Ma con chi se la prende il signor netturbino? Con i poveri universitari pagati per inzuppare le cassette della pubblicità? Con i poveri ragazzi che si guadagnano poco o niente, ma intimoriscono i condomini quando appaiono all’orizzonte con le Invicta sulle spalle piene di pubblicità? O ce l’ha con la gente che se ne frega, che legge le offerte e butta via i volantini nelle apposite strade? Strade che sono state allargate per essere riempite da quelle foglie morte?
Ecco che via Catania è un rimando degli Champs Elysée, dove le cassette della pubblicità sono “spoglie” e la strada un tappeto scrosciante.
Ci si chiede quando a Modugno finirà tutta questa poesia, anche perché se di foglie morte parliamo è meglio riferirsi a un romanzo: quello di Gabriel Garcia Marquez. Il titolo è identico ma qui il senso è un altro. Meno poetico, anzi. Le foglie morte sono l’immondizia morale, il ciarpame della società, la gente di malaffare. Allora le foglie morte sono i volantini della pubblicità o la gente che non sa cestinarli?
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